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Daniele Barison

“Spazio alle inziative per i giovani”, il consigliere Daniele Barison analizza i primi mesi di amministrazione

SAN MARTINO DI VENEZZE – Prosegue l’appuntamento settimanale con l’intervista ai consiglieri e amministratori del Comune di San Martino dopo le elezioni dello scorso 15 e 16 maggio. Dopo aver interpellato il consigliere con delega alla cultura e comunicazione Enrico Contiero la scorsa settimana, stavolta tocca al più giovane amministratore sanmartinese, ovvero Daniele Barison, 21 enne studente universitario, consigliere con delega alle politche giovanili che all’ultima tornata elettorale ha raccolto ben 92 voti.

Consigliere Barison, a circa cinque mesi dall’insediamento a Palazzo Mangilli, come valuta finora la sua esperienza di amministratore, tra l’altro più giovane, della giunta Piasentini?

“L’esperienza di questi cinque mesi, personalmente è da ritenere più che positiva” esordisce il giovane consigliere. “Devo dire che questa amministrazione è una buona squadra composta da persone giovani, ma anche da chi ha qualche anno in più, un ottimo mix direi, che unisce giovani forze, esperienza e competenza”. “Nel mio caso – prosegue Barison – ho avuto modo di affiancare l’assessore ai Servizi sociali Anna Maria Barbierato, persona che stimo moltissimo e con cui ho l’onore di affrontare questo percorso amministrativo. Sicuramente è una guida e un punto di riferimento amministrativo per la sua capacità e per la sua conoscenza”. “In questi mesi – continua il giovane amministratore – abbiamo lavorato positivamente come assessorato. Molte sono state le difficoltà che ci siamo trovati ad affrontare, cercando di fare il possibile per rispondere alle diverse problematiche ed esigenze che si stanno affermando con la crisi economica”. “Come assessorato ai servizi sociali e come Comune siamo in prima linea nell’accogliere queste difficoltà. Comunque sia, ho avuto modo di crescere e conoscere l’ambito amministrativo nei suoi aspetti, sopratutto sotto il profilo pratico”. “La mia giovane età, – conclude – il mio impegno ed il mio buon risultato, spero siano per diversi giovani da stimolo per mettersi a disposizione della società e del proprio paese poichè è importante, per crescere, affrontare anche queste esperienze di vita”.

In questi cinque mesi, in qualità di consigliere delegato alle politiche giovanili, che cosa è stato fatto finora in merito a tale ambito?

“Come responsabile per le politiche giovanili di questa amministrazione, devo dire che in questi mesi abbiamo sostenuto tutte le iniziative promosse dai giovani nel territorio, per quanto riguarda l’ambito ricreativo e culturale. “Importante è stato – prosegue – il nostro supporto finanziario, di trasporto e tecnico-logistico per le animazioni estive nei mesi di giugno e luglio, che hanno intrattenuto e aggregato i giovani e i bambini durante il periodo estivo”. Barison continua: “Abbiamo poi sostenuto l’iniziativa ‘Puliamo il mondo’ promossa dal Consiglio comunale dei ragazzi, che nel mese di settembre hanno ripulito da cartacce e spazzatura i diversi luoghi pubblici del paese. Come amministrazione abbiamo ritenuto positivo sostenere l’iniziativa, in quanto crediamo possa essere educativa per i nostri giovani per il rispetto dell’ambiente che ci circonda”. “In questi cinque mesi insieme all’assessore Barbierato, responsabile delle politiche del lavoro, abbiamo cercato di fare un’attenta informazione orientativa a tutti i soggetti in cerca di occupazione, ma in particolare per tutti quei giovani che nel periodo post-diploma cercano lavoro”. “Ritengo personalmente indispensabile informare i giovani sulle diverse possibilità e disponibilità lavorative nel territorio comunale e anche provinciale”. Concludendo, il consigliere Barison aggiunge: “Direi che l’informazione che siamo riusciti a dare ai nostri giovani in questi primi mesi sia stata buona. Stiamo pensando a come potenziarla nei prossimi tempi e, se sarà necessario, garantire un vero e proprio sportello o servizio di Informagiovani e Informalavoro”.

Quali sono i progetti e le iniziative a breve-medio termine in programma per quel che riguarda i giovani?

“Per quanto riguarda il settore giovani, entro breve abbiamo intenzione di sostenere un progetto con l’Asl 18 per seguire le varie problematiche e i disagi giovanili, in particolare dell’età adolescenziale del nostro territorio; questo progetto è già stato approvato e sostenuto in diversi comuni del Polesine e ha già avuto anche il supporto della Provincia di Rovigo”. Barison prosegue: “Riteniamo importante osservare e seguire particolari casi di disagio giovanile. Metteremo a disposizione dei giovani, materiali, mezzi e strumenti per dare massima informazione sulle opportunità di lavoro, come detto in precedenza. Con il consigliere Enrico Contiero stiamo valutando la possibilità di inserire nella biblioteca di San Martino alcune postazioni internet a disposizione della cittadinanza e dei giovani. Continueremo, inoltre, a dare ampio spazio a tutte le iniziative promosse dai giovani e per i giovani, che mirano sopratutto ad aggregare, socializzare, educare e divertirsi”.

Fonte: La Voce di Rovigo

 

 

Matteo Crivellari Portiere del Calcio a 5 San Martino di VenezzeSAN MARTINO DI VENEZZE – Seconda vittoria stagionale per il San Martino di Baldon che nella seconda giornata di calcio a 5 Csi, regola tra le mura amiche il Ceregnano con il risultato di 6-3. Prima del calcio d’inizio, anche nel campionato amatoriale Csi è stato osservato un minuto di raccogliemento per ricordare Marco Simoncelli, momento in cui al palazzetto di via Marconi è sceso un rispettoso silenzio che ha accomunato giocatori e il numeroso pubblico presente, conclusosi con un sincero applauso. Dopo il fischio d’inizio, sono i padroni di casa a partire in modo più convincente e dopo circa una decina di minuti portarsi in vantaggio con la rete di Rosso. Il Ceregnano non sta a guardare e ci mette poco a pareggiare i conti con Piccoli. Gara che si mantiene equlibrata, fino al secondo gol dei gialloblù di casa firmato da Casarin e squadre a riposo dopo i primi 25′ sul 2-1. Nel secondo tempo i locali premono sull’acceleratore e aumentano le marcature grazie a Pizzo e a due gran gol di Contiero sotto l’incorocio che valgono il 5-1. Poi però il San Martino si rilassa leggermente e gli ospiti ne approfittano per rifarsi sotto con altre due reti di Piccoli che riaccende le speranze, 3-5. Sul finire di gara il San Martino beneficia di due tiri liberi, il primo calciato da Pizzo, ma deviato dal portiere, il secondo messo a segno direttamente dal numero uno Crivellari, che ha coronato con la sesta rete una grande prova sfoderando grandi parate e interventi. Appuntamento a venerdì 4 novembre alle 22 a Mardimago per sfidare la temibile formazione rodigina della Dinamonada.

San Martino – Ceregnano 6-3  (primo tempo: 2-1)

San Martino: Crivellari, Tobaldo, Pizzo, Rosso, Visentin, Casarin (c), Fedito, Prearo, Contiero, Lucchin. All.: Baldon

Ceregnano: Zambon, Canato, Pavanello, Bensi, Andreotti, Bergantin, Piccoli, Fioravanti, Tomasi (c), Frigato. All.: Frigato

Arbitro: Zanirato della sezione Csi di Rovigo

Reti: 2 Contiero, Rosso, Pizzo, Casarin, Crivellari (S), 3 Piccoli (C)

Ammoniti: Piccoli (C)

Fonte: La Voce di Rovigo

 

ARZERGRANDE (Padova) – Sconfitta amara per il Beverare di Paioro che nella sesta di andata del girone H di calcio a 5 seride D giocatasi venerdì scorso, torna sconfitto 7-4 dalla trasferta di Arzergrande, nonostante una buona prova da parte di tutto il team. I biancazzurri partono in modo convincente con la rete di Bello dopo soli 4′ sorprendendo i padroni di casa. Passano solo 3′ e Bello si ripete calando la doppietta su assist di Casellato, 2-0. Gara che si mantiene su ritmi alti con il Beverare che continua a spingere, ma il numero uno locale fa buona guardia. Al 15′ i padovani accorciano con un gol da metà campo di Jucevic e allo scadere della prima frazione Rocco è abile a finalizzare un calcio d’angolo e pareggiare i conti: 2-2 dopo la prima mezzora Nella ripresa emerge l’esperienza dell’Arzergrande per ribaltare il risultato e al 6′ Sola porta i padroni di casa sul 3-2. Al 10′ i biancazzurri di Paioro subiscono il 4-2 da parte dell’ex Marchesin (che non esulta), ma il Beverare contesta la rete perchè secondo i rivieraschi la sfera non era entrata, ma l’arbitro convalida ugualmente. I biancazzurri perdono vivacità e morale e al 15′ Marchesin sigla il 5-2 con un tap-in su una corta respinta del portiere Birolo. Dopo il time out i ragazzi di Paioro rientrano sul terreno di gioco più convinti e di lì a poco Peraro accorcia le misure, 3-5, ma al 20′ i locali rispondono con Bizzo, 6-3. Al 21′ il portiere dell’Arzergrande Bova trova il gol del 7-3 direttamente su proprio rinvio. Negli ultimi minuti il Beverare tenta l’assedio e Longato firma l’ultima rete biancazzurra che vale il definitivo 7-4 per i padovani. Lunedì sera il team della frazione sanmartinese ha disputato il recupero della seconda giornata di andata, impegnato nella trasferta di Ficarolo contro il Trecenta. Alla fine i biancazzurri si sono arresi di misura 7-6 agli altopolesani. Amaro e pesante il commento del presidente Paioro alla luce delle due partite ravvicinate: “Ci sentiamo molto penalizzati in questo avvio di stagione da parte degli arbitri. Bisognerebbe avere con tutti lo stesso metro di misura, sia con le matricole come noi che con le altre squadre più esperte. Sono indignato per questi comportamernti inaccettabili”.

Fonte: La Voce di Rovigo

VIGODARZERE (Padova) – Al termine di una gara con luci ed ombre i bianconeri polesani finalmente muovono la classifica cogliendo i primi due punti della stagione. Una gara che già dall’avvio vede la formazione del duo Cammilli-Battistini giocare con la giusta verve agonistica andando a mettere a referto punto su punto, nonostante ancora troppi errori in fase di finalizzazione, e con una difesa che monta il muro di cinta a volte insuperabile per i padroni di casa. Primo quarto che va in archivio sul 7-18 disegnando le gerarchie in campo in maniera abbastanza netta. Nel secondo quarto però accade ciò che nelle prime gare aveva impedito ai polesani di portare a casa la posta in palio, i cali di concentrazione ed i troppi errori anche banali ridanno fiato ai ragazzi di Vigodarzere che si rifanno sotto vincendo il parziale con un 18-14 che mette in apprensione la panchina bianconera. Durante il riposo lungo i ragazzi di San Martino vengono ripresi sugli errori commessi e quando le squadre scendono nuovamente sul parquet si nota subito la voglia agonistica di portare la gara sui giusti binari, con un San Martino che difende alla morte e che in attacco funziona quasi a pieno regime incrementando nuovamente la forbice nel punteggio che a chiusura terzo quarto recita 37-53, che poteva essere sicuramente maggiore se qualche errore di troppo, anche ai liberi, non avesse tenuto ancora a galla i patavini. Ultimo quarto di controllo gara e di attenzione difensiva lasciano scivolare via la gara con pochi brividi, anche se i padroni di casa ricuciscono lo strappo chiudendo però sotto di 10 nel tabellino finale col San Martino che infila due punti nella classifica con il 54-64 finale forse troppo stretto per il divario potenziale delle due squadre. Serve ancora molto lavoro e soprattutto convinzione per tornare ai bei tempi in cui i bianconeri giocavano quasi a memoria ma la strada sembra spianata e quindi ci si aspettano gare da combattere a viso aperto e con la giusta testa per far proprio il risultato. Prossima gara venerdi 28 alle 21,30 tra le mura amiche di Via Marconi contro l’ostico Thermal Abano che in classifica occupa le zone alte con tre gavinte ed una persa.

Vigodarzere – San Martino 54 – 64 (7-18, 18-14, 12-21, 17-11)

Vigodarzere: De Angeli 4, Barison 4, Bettella 5, Niero (K), Brazzo 14, Moretto 1, Zuccato 3, Giacon, Gava, Giacomelli 3, Vecchi 6, Spica 14, Allenatore: Pasqualato.

San Martino: Colombo, Cammilli, Donà 18, Lanzoni 10, Lucchin 13, Rigato n.e., Rossi 12, Bellini, Brigo 7, Salvà 1, Spiandorello n.e., Bullo 3, Allenatori: Cammilli-Battistini.

Arbitri: Martini di Montegrotto e Zanon di Padova.

Usciti 5 falli: Spica (V), Brigo (SM)

Fonte: La Voce di Rovigo

 

BADIA POLESINE – Vince anche la seconda gara la formazione degli under19, nonostante da subito ci siano le defezioni di Marucco e Ferro per problemi fisici e il duo Battistini-Cammilli deve far ricorso spesso ai due under17 aggregati. Parte forse troppo tranquilla la formazione bianconera che comunque riesce a mettere un leggero vantaggio già al 5 minuto di gioco con il tabellone che recita 4-12, poi la difesa inizia a subire troppo i padroni di casa e con troppe palle perse in transizione l’Union Pool va al primo miniriposo sul + 6 che non è rassicurante per il prosieguo del match, visto che il lungo Menarello e l’ala Bellini sono gia a tre falli personali. Secondo quarto e i padroni di casa si fanno piu intraprendenti riuscendo a rispondere punto su punto e ad accorciare il distacco a chiusura quarto sul punteggio di 26-31. Durante la pausa di metà gara Battistini e Cammilli danno indicazioni ai ragazzi che sembrano troppo confusi rispetto alle loro capacità di gioco, con Menarello che al di là dei falli personali non è riuscito nella prima parte di gara a dare peso alla sua prestazione e la velocità di gioco in attacco che non è sicuramente quella vista nella prima partita di stagione. Inizia il terzo periodo di gioco e in campo sembra esserci solo la squadra bianconera che ruba palloni e rilancia veloci contropiedi e transizioni portando subito il punteggio su un divario piu accettabile per poter amministrare il tempo rimanente dell’incontro. La squadra di casa, gravata dai falli dei suoi giocatori principali, deve far ricorso ai piu giovani e non riesce a contenere gli ospiti che chiudono il quarto con un parziale di 11-28 che di fatto porta il punteggio sul 37-59 chiudendo di fatto i giochi. Ultimo quarto con ampio minutaggio a tutta la panchina, con Menarello e Bellini fuori per falli da subito, ed in totale controllo della partita, i coach cercano risposte a varie soluzioni anche in previsione delle prossime gare ricevendo buone risposte dai giocatori che pian piano stanno migliorando e incamerando ciò che la coppia di allenatori vuole da loro. “Una gara che si poteva amministrare meglio dall’inizio ma che già a metà era in totale controllo – dice Battistini – con i ragazzi che dopo qualche rimprovero riescono a dare cio che io e Maurizio gli stiamo chiedendo già da inizio settembre. Ho visto grossi miglioramenti sia di gioco, sia di squadra ma soprattutto siamo contenti che alcuni giocatori si stiano ben adattando al nostro modulo di gioco che vuole tutti partecipare alle fasi di attacco e di difesa, e quindi crediamo che il futuro può solo essere migliore al di là dei risultati che verranno.” Prossimo turno sarà domenica 30 ottobre con inizio alle 18,30 presso il palasport di Solesino contro la squadra locale che appaia in classifica i bianconeri con due convincenti vittorie anche da parte loro.

Basket Badia – Union Pool Basket 49 – 84 (10-16, 16-15, 11-28, 12-25)

Union Pool Basket: Campanari (k) 12, Marucco n.e., Davì 2, Brigo 9, Accardo 3, Bellini 17, Morello, Ferro, Rossini 12, Pellegrini 7, Davin 17, Menarello 5, Alenatori: Battistini-Cammilli

Badia: Saretto 2, Rossi (k) 12, Flagiello 2, Panfilo 7, Scandola 11, Ballestrero, Aguzzoni, Brasola 3, Miglioranza 2, Trevisan, Salaro 2, Gobbi 8, Allenatore: Pedrini

Arbitro: Chiarelli di Este

Note: Usciti per 5 falli: Rossi e Gobbi (badia), Bellini e Menarello (UPB)

Tiri Liberi: 15/26 Badia, 19/27 UPB

Fonte: La Voce di Rovigo

SAN MARTINO DI VENEZZE – Cimentarsi con un articolo sulla polenta dalle nostre parti e davvero autolesionista perché questo piatto e davvero un caposaldo della cultura e della tradizione culinaria veneta, ma del Nord Italia in generale, ma abbiamo la presunzione di parlarne comunque magari per darle una “seconda giovinezza”. La polenta è infatti un piatto povero figlio della cultura rurale che, per esigenze economiche utilizzava per sfamarsi tutto quello che costava di meno e saziava di più. All’ora di pranzo la fumante montagnola color oro capeggiava sul desco di braccianti e mezzadri e si abbinava a tutti gli alimenti in sostituzione del pane. A renderla più appetibile, perché molti erano quelli che per riempirsi lo stomaco ne mangiavano solo una fetta fredda o abbrustolita sulla brace, era la fantasia delle massaie che, utilizzando quanto i campi donavano o i prodotti caseari realizzati in casa, creavano abbinamenti particolari con cicorie, uova sode, semplici sughi con cui insaporirla, formaggi o aringa con cui arricchirla o frutta con cui addolcirla. A partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, con l’inizio di quella industrializzazione che ha portato al boom economico e all’abbandono delle campagne e delle montagne, la polenta è passata in disuso, non tanto perché non fosse buona o nutriente, ma perché era il simbolo di quella povertà patita per anni e anni da diverse generazioni e che forse si voleva dimenticare. Da un po’ di tempo però le azioni della polenta sono in rialzo ed ha riconquistato un posto di preminenza sulle tavole dei consumatori e nei ristoranti più rinomati grazie alle interpretazioni e alle elaborazioni dei grandi chef, diventando, per la sua bontà, per le sue numerose varietà e per i numerosi abbinamenti a cui si presta, una prelibatezza e un cibo raffinato. Tante sono le varietà di questo un antichissimo piatto a base di acqua sale e farina di cereali; in Trentino addirittura si prepara una gustosissima polenta di patate detta felpa. Nell’appuntamento di oggi diamo un evidenza particolare alla polenta prodotta con il mais bianco perla, un tipo di mais che Slow Food ha voluto tutelare istituendo uno specifico presidio e che nella nostra provincia, con eroica ostinazione, l’azienda agricola le Barbarighe (www.lebarbarighe.it) di San Martino di Venezze continua a produrre e proporre. La questione è decisamente importante perché nel vivo e colorito mercato domenicale degli agricoltori di Piazza Garibaldi può capitare di imbattersi nella farina di questo cereale e non coglierla nella sua importante rilevanza. Il mais biancoperla, chiamato così per il tipo di colore dei grani, vide una massiccia diffusione nella seconda metà dell’Ottocento, grazie soprattutto alla sua particolare conservabilità. Le pannocchie sono affusolate, allungate, con grandi chicchi bianco perlacei, brillanti, quasi vitrei; la polenta bianca che si ricava è detta anche “di Treviso”, fine, delicata e saporita. Attualmente viene felicemente proposta da ristoratori competenti come polenta morbida soprattutto negli antipasti in accompagnamento a funghi, tartufo o formaggi saporiti. Negli anni Cinquanta le varietà ibride farinose, più produttive, soppiantarono le coltivazioni ottenute dalle varietà a impollinazione libera come il biancoperla, dalle rese più basse. Alcuni coltivatori, in particolare l’azienda Bellio di Silea, continuarono a coltivare il biancoperla conservandone la semente. Oggi, un gruppo di agricoltori riuniti in un’associazione con una sua sede presso l’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto, mettendo a frutto il lavoro di selezione dell’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria Strampelli di Lonigo, ha recuperato e nuovamente coltivato gli ecotipi originari di bianco perla che erano seriamente destinati all’estinzione . L’azienda Agricola Le Barbarighe è quindi una delle sette a livello regionale che partecipa a questo progetto di recupero per la rivalorizzazione di questo prodotto e per diffonderne la conoscenza esaltando quella ottenuta con la macinazione a pietra. Questo tipo di molitura, infatti, consente di ottenere farine ricche di crusca, fibra e germe, preziosi ai fini di una corretta e salutare alimentazione. La diffusione della molitura a pietra di mulini a pastifici degli ultimi anni si giustifica col fatto che questa tecnica permette di salvaguardare il ricco patrimonio enzimatico presente nelle cariossidi dei cereali. Quattro euro al chilogrammo può sembrare un prezzo elevato, ma considerato il lavoro di recupero che c’è stato dietro e quelle necessario per lavorare questa farina, allora è giusto riconoscerne il valore e concentrarsi nello sviluppare gli abbinamenti più felici, magari, come dicevamo la scorsa settimana, con i piatti di pesce povero di fiume e di laguna: marson, schie, moeche, masenete, gamberi, baccalà nelle sue diverse preparazioni. Sono tutti fattori di identità culturale, che rischiavano di essere perduti con l’estinzione del mais bianco perla, ma che fortunatamente sono stati recuperati.

Fonte: La Voce di Rovigo del 19.10.2011 di Davide Biasco


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