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SAN MARTINO DI VENEZZE – Tempo di rompere le righe per il Basket San Martino. La società bianconera ha terminato una stagione poco felice per i risultati sportivi, ma ricca di soddisfazioni dal punto di vista tecnico ed umano. La prima squadra ha perso gara 3 dei play out ed è ritornata in Prima divisione dopo quattro anni di permanenza in Promozione. I bianconeri hanno affrontato la gara con la mentalità sbagliata, non riuscendo a recuperare il distacco sofferto già a fine primo quarto di gioco, chiudendo cosi una stagione che poteva dare ben altre prospettive, se solo quattro gare fossero state gestite meglio in campo nei minuti finali, ottenendo quei punti che avrebbero salvato automaticamente la categoria e mandato ai play off il team polesano, anziché condannarlo per il secondo anno consecutivo ai play out con l’obbligo di vincere senza aver nessuna chanche nemmeno nei ripescaggi per motivi di regolamento. La società del presidente Cominato però, non ne fa un dramma, ma un punto per ripartire e continuare nel progetto di portare giovani in prima squadra che con la retrocessione, permetterà un ricambio generazionale più semplice e meno impattante per i ragazzi che verranno inseriti nel roster della prossima stagione.
Le giovanili non hanno ottenuto risultati di prestigio, ma hanno dato modo di crescere sotto tutti i punti di vista con gli under 19 che, dopo aver disputato con due team diversi i campionati gold e silver, si sono ricongiunti per affrontare la seconda fase che prevedeva il trofeo Città di Padova, dove hanno chiuso con una crescita costante di gioco. Tra questi saranno scelti i giovani che andranno a far parte della squadra senior dal prossimo settembre.
Per gli under 15 alti e bassi durante l’anno, dovuti piu che altro al cambio di allenatore e al metodo di gioco, che solo nella seconda parte di stagione ha iniziato a dare i frutti, con i ragazzi in costante crescita tecnica, con forti soddisfazioni di tutto lo staff che li ha seguiti durante la stagione.
Gli under 13, all’esordio nei campionati, hanno trovato qualche difficoltà, anche perché proponevano bambini provenienti da diverse realtà. Per la prima volta venivano raggruppati per affrontare una stagione di allenamenti e partite ed i ragazzi comunque hanno dimostrato la volontà di crescere ed un impegno costante, che ha premiato sicuramente lo sforzo messo in campo sia dalle famiglie che dalla società.
Per quanto riguarda invece i bambini e le bambine che ancora rientrano nel settore Minibasket, enormi soddisfazioni sotto ogni profilo per la qualità e quantità numerica sprigionata dai tre centri di San Martino, Villadose e Rovigo.
Tantissimi i piccoli che hanno affrontato la stagione nelle palestre e nei concentramenti sviluppati nell’arco dell’anno, con buoni risultati tecnici ed una enorme felicità che ha contagiato tutti coloro hanno seguito questi cestisti in erba.
Ultimi allenamenti e poi arrivederci a settembre per la ripresa delle attività sportive, consci che per la società sarà messo in campo sempre il massimo impegno e la immancabile serietà che la contraddistingue, al fine di proseguire nel cammino tracciato alcune stagioni fa quando è stato presentato il progetto per sviluppare la pallacanestro in provincia.
Fonte: La Voce di Rovigo

SAN MARTINO DI VENEZZE – Tutti in chiesa per Alessia. Si è svolta sabato sera, nella chiesa di San Martino di Venezze la rassegna di cori organizzata per la ragazza di Porto Tolle, Alessia Concon,  che da dieci anni sta combattendo contro una terribile malattia. L’evento fa parte di quella serie di manifestazioni organizzate dall’associazione ‘Alessia vuole vivere’. Presenti alla rassegna gli esponenti del comitato ‘Un gesto d’Amore’ che da tempo stanno aiutando l’associazione a portare avanti il lavoro di raccolta dei fondi. Purtroppo in Italia sembra non ci siano cure per la ragazza ormai sedicenne. «L’obiettivo è quello di portarla a Londra per fare in modo che sia sottoposta a cure ed esami più specifici e approfonditi –dice Gilberto Greguoldo, presidente del comitato-. Il costo dell’intero progetto è di 20-30 mila euro e devo ammettere che siamo già a buon punto con la raccolta dei soldi. La gente, infatti si è data da fare è ha offerto quanto poteva, creando una catena umana che permetterà ad Alessia di ricevere le cure di cui ha bisogno. Trattandosi di un altro Stato è necessario che il paziente paghi una somma ingente per avere le prestazioni mediche. L’Usl italiana ha detto che al ritorno da Londra Alessia potrà essere rimborsata di una parte dei soldi versati. Ma per partire bisogna averli subito in mano». La ragazza ora ha 16 anni, ma la sua malattia è iniziata all’età di 10. È stato un vero calvario per la bambina che nel corso degli anni si è dovuta sottoporre a svariati interventi chirurgici invasivi. C’è da dire inoltre, che mai la ragazza ha potuto fare una vita come le sue coetanee. L’idea a San Martino è venuta ad una coetanea di Alessia che si chiama Sara e subito i ragazzi del suo gruppo hanno accolto con grande entusiasmo la possibilità di organizzare un evento di raccolta fondi. Ecco quindi che si è pensato ad una rassegna di cori in chiesa. Subito il parroco di San Martino, don Adriano Frigato ha accettato di prestare la chiesa per l’opera buona. «Sono contento di questo gesto di generosità immediata da parte dei ragazzi di San Martino di Venezze –dice il parroco-. Spero che avremo la gioia di veder tornare il sorriso e la salute per questa ragazza». Si sono esibiti il coro di San Martino di Venezze, quello di Pettorazza Grimani e quello di Cavarzere, che hanno allietato la serata con canzoni tratti dalla tradizione religiosa.

Fonte: Il Resto del Carlino – Valentina Magnarello

volontari del capitello di beverareBEVERARE (San Martino di Venezze) – In via Martiri della Libertà a Beverare si procede con la costruzione del capitello dedicato alla Madonna. Sono  stati realizzati nei giorni scorsi il muro portante e l’altare. Grande l’impegno dei volontari che tutti i fine settimana si ritrovano per portare avanti il progetto dell’architetto Franco Barison. Prossimamente saranno posizionate le due colonne, la copertura in legno e le panchine per una eventuale sosta dei visitatori. Il progetto del tempietto prevede anche il recupero dell’acqua piovana per innaffiare i cespugli di rose che saranno distribuiti lungo la pavimentazione. Impegnati nei lavori, Luca Desiderò, Franco Bregolin, Simone Callegaro, Roberto Merlin, Antonio Crepaldi, Aldino Pozzati, Luigi Garavello e Giovanni Conforto.

Fonte: Il Resto del Carlino – Valentina Magnarello

Sfilata in bianco delle ragazze con i vestiti trovati nei bauli

SAN MARTINO DI VENEZZE – È stato come sfogliare un vecchio album di ricordi. Ricordi di abiti bianchi, pizzi, veli e tanti sorrisi che hanno portato alla memoria l’immagine di quel giorno, il giorno più bello. La sfilata di abiti da sposa che si è svolta a San Martino di Venezze ha emozionato proprio tutti. Organizzato dal Comune e dalla Commissione pari opportunità l’evento ha voluto essere un omaggio a tutte le donne. In passerella si sono alternate le ragazze del paese che hanno indossato gli abiti da sposa della mamma e della nonna. Vestiti , che dopo essere stati chiusi per anni in vecchi armadi e bauli impolverati, hanno potuto sfoggiare ancora una volta il loro splendore. Un defilé che ha raccontato la storia dell’abito nuziale a partire dagli anni Cinquanta arrivando fino ai nostri giorni. Sotto gli occhi di tutti l’evoluzione stilistica dei modelli che sono passati dalle linee semplici dei primi anni del dopo guerra allo sfarzo fatto di balze e strascichi principeschi degli anni Ottanta. Non solo la moda ha fatto breccia nel cuore del pubblico, ma anche il ricordo di un giorno unico e speciale, quello del matrimonio. Forti, quindi, le emozioni suscitate nella platea che, gremita, si è lasciata andare a scroscianti applausi. Presenti in prima fila il sindaco, Vinicio Piasentini, l’assessore ai servizi sociali Annamaria Barbierato e la vice sindaco Ilenia Francescon. «Con questo evento abbiamo voluto dimostrare come la donna rivesta un ruolo fondamentale all’interno della famiglia –dice l’assessore-. Sono inoltre del parere che mai, come in questo particolare momento storico e politico la famiglia abbia bisogno di essere sostenuta e aiutata». Coordinatrici della sfilata Nadia Menarello e Vania Favaro che si sono occupate con grande impegno di ogni minimo dettaglio. Hanno inoltre contribuito alla realizzazione della sfilata estetiste e costumiste. Le parrucchiere si sono occupate, infine, delle acconciature delle modelle. A sfilare insieme alle spose anche i bambini e gli uomini agghindati con vestiti eleganti e raffinati. Il defilé ha visto anche la partecipazione di alcune ragazze di origine marocchina che hanno sfilato con abiti tipici della loro tradizione nuziale. Lo spettacolo si è concluso, infine, con la presentazione di uno dei nuovi modelli realizzato dall’atelier sposa di Rovigo. Molto soddisfatto anche il sindaco che non si aspettava un così gran numero di spettatori. «È stata una festa bellissima e sono molto contento che la gente abbia apprezzato –dice-. È stato fatto un grande lavoro per la realizzazione di questo evento che, a quanto pare, ha lasciato il segno». Dopo la sfilata è stato allestito un rinfresco nella sala mensa della scuola primaria.

Fonte: Il Resto del Carlino – Valentina Magnarello

Marco Merlin a 18 anni ha deciso di farsi prete

marco merlinBEVERARE (San Martino di Venezze) – C’è stato un minuto di silenzio nella sala da pranzo di casa Merlin, quando Marco ha annunciato di voler intraprendere la strada del sacerdozio. Il figlio di Roberto Merlin, ex sindaco di San Martino di Venezze, a soli 18 anni, ha deciso di iscriversi al seminario di Rovigo e ora studia alla facoltà di Teologia dell’Università di Padova. Il cammino vocazionale, negli ultimi tempi, sembra non interessare più i giovani. Coloro che desiderano diventare sacerdoti, diminuiscono ogni anno, sempre di più. Ma Marco, dopo aver terminato gli studi liceali, ha sentito la vocazione ed è partito per la sua strada. «La mia decisione è nata dal voler rispondere a una ‘chiamata’- dice il ragazzo-. Ho voluto seguire l’amore di Dio». Nel 2011, Marco Merlin, su invito del parroco di San Martino di Venezze, don Adriano Frigato, ha partecipato alla messa tenuta da papa Benedetto sedicesimo a Mestre. Proprio in quell’occasione, è arrivata la vocazione. «Durante tutta la celebrazione mi sono sentito toccare il cuore – commenta Marco Merlin- e durante la parte finale, quando il Santo Padre è passato a dare la benedizione con la Papa mobile, mi sono sentito pervadere da un amore che è difficile spiegare con le parole. Un amore che riscalda, dilata il cuore e rende capaci di donare la propria vita per testimoniare la bellezza dell’opera di Dio». L’esperienza è stata forte, ma era già da tempo insita nel cuore del ragazzo che fin da piccolo ha frequentato con ardore tutte le attività promosse dalla parrocchia del suo paese. «I vari sacerdoti che si sono succeduti, mi hanno fatto conoscere la gioia di servire il Signore e la bellezza di stare vicino agli altri –dice Il giovane-. Portare la comunione agli ammalati, essere sempre disponibili verso i bisognosi è qualcosa che appaga interiormente. Rispondere all’amore di Cristo, quindi, genera sempre una grande felicità interiore». Il ragazzo, quindi, per un periodo, ha partecipato ai gruppi religiosi e si è recato ai colloqui tenuti dal sacerdote responsabile delle vocazioni in seminario. La famiglia all’inizio è rimasta stupita della decisione di Marco, il quale aveva sempre affermato di voler intraprendere la carriera di medico. Ma poi, anche la madre e il padre hanno accettato con grande intelligenza la volontà del figlio. I genitori lo hanno sostenuto, quindi, a percorrere la strada che più lo poteva rendere felice. «Quest’anno di studi teologici per me è andato molto bene e ho tutta l’intenzione di andare avanti – dice il ragazzo-. In seminario ho incontrato nuovi amici che sono diventati per me come una nuova famiglia. La mia vita si è arricchita ancora di più. Mi sento sereno, ma soprattutto, felice. È questa la strada che ho deciso di percorrere».

Fonte: Il Resto del Carlino – Valentina Magnarello

PETTORAZZA GRIMANI – Un vero tour de force per le cinque squadre che hanno partecipato all’evento ‘Mani fumanti’, il titolo dato al torneo di pallavolo organizzato dall’associazione “Beerbanti” di Pettorazza, che ha visto la partecipazione di molti ragazzi del paese. Un’impresa sportiva che quest’anno è alla sua seconda edizione e che raccoglie amanti della pallavolo provenienti da tutta la provincia. «È stata una bella giornata –dice Mauro Mantoan, presidente dei Beerbanti-. L’associazione è nata da poco, ma il nostro obiettivo è quello di creare eventi per movimentare la vita in paese. L’anno scorso abbiamo organizzato la festa della birra per la prima volta qui a Pettorazza e devo dire che si è rivelata un vero successo e che i giovani hanno partecipato numerosi. Abbiamo intenzione, quindi, di ripetere anche quest’anno l’esperienza. A giugno partirà la seconda edizione che durerà tre serate nel corso delle quali si potrà mangiare, bere e ascoltare musica dal vivo. A luglio, ci sarà un altro evento. A sfidarsi saranno le squadre dei “Piedi fumanti”. Un torneo di calcio che durerà tutta la giornata». Non solo sportivi, ma anche mamme e bambini hanno partecipato facendo il tifo per i loro beniamini. «Organizzare un torneo in cui partecipano molte persone non è facile, ma in questo caso ci siamo dati tutti una mano creando una catena umana che ci ha permesso di socializzare e stringere amicizia –dice Silvia Giraldin, una delle organizzatrici-. È stata anche un’occasione per trascorrere una domenica insieme in compagnia. Il nostro obiettivo è quello di richiamare l’attenzione delle persone del paese per farle uscire di casa e trascorrere qualche ora insieme». Tra il pubblico molti hanno fatto il tifo, come Gianni Sgarabotto. «Trovo molto utile che vengano proposte attività per i giovani –dice- sono importanti. Il torneo non attira ancora un vasto pubblico, ma la manifestazione è ancora all’inizio e nei prossimi anni sono sicuro che le cose miglioreranno». Fuori dalla palestra i Beerbanti hanno allestito un gazebo dove hanno distribuito a tutti i partecipanti bibite, paste fresche e panini. Il gruppo di ragazzi ha quindi le idee ben chiare su quelle che saranno le proposte e le attività che animeranno la stagione estiva di Pettorazza Grimani.

Fonte: Il Resto del Carlino – Valentina Magnarello

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