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21 marzo Giornata della memoria e dell’impegno

Articolo del 22.03.2019 - Scritto da civicovenezze in Amministrazione Comunale | Associazioni | Eventi | Notizie | Scuola

A San Martino la giornata del 21 marzo, della Memoria e dell’Impegno (voluta da Libera e celebrata ogni anno dal 1996), per celebrare le vittime di tutte le mafie ha avuto luogo in collaborazione con gli allievi della scuola media Dante Alighieri.
Convenuti sul piazzale antistante il municipio poco prima delle 11, il sindaco Vinicio Piasentini, la vice sindaco Ilenia Francescon, il parroco Don Giuliano Zattarin, il maresciallo dei carabinieri Filippo Cremone ed i due rappresentanti della polizia locale, hanno accolto gli studenti della scuola media per dare inizio alla manifestazione.
La vice sindaco Francescon ha introdotto l’iniziativa precisando che si è scelto di dare lettura dell’elenco dei bambini e delle done vittime delle mafie, continuando con alcune delle loro storie, alla lettura si sono alternati diversi alunni della scuola media.
Il parroco ha messo in evidenza quanto sia importante ricordare, soprattutto le vittime perchè non sia inutile il loro sacrificio.
Il sindaco Piasentini, prima di passare alle conclusioni, ha dato lettura della lettera del dottor Giancarlo Caselli inviata per l’occasione e nella quale sottolinea l’importanza della memoria affinchè siamo sempre in grado di cogliere i segnali per evitare che il Male si riproduca.
La cerimonia si è conclusa prima del discorso finale a causa di un lieve malore che ha colto uno dei ragazzi, prontamente soccorso. Ai link seguenti si possono scaricare l’elenco dei nomi e lattera del dott. Caselli  21 marzo Caselli e  21 MARZO 2019 – VITTIME DELLA MAFIA
Di seguito uno dei racconti cui è stata data lettura:
La prima innocente fucilata con la madre
«Madre e figlia prese a fucilate da dietro un muro. Per vendetta o per sbaglio? Mistero!». È rimasta una pagina ingiallita del Giornale di Sicilia datata 28 dicembre 1896 a raccontare la morte di Emanuela Sansone, uccisa il giorno prima a Palermo, a 17 anni, nella bettola della madre. La prima donna italiana vittima di mafia. Anche se a caldo si parlò della vendetta di un pretendente rifiutato o di un agguato di cui in realtà era destinatario il padre, Salvatore Sansone. Il quale restò illeso, insieme con la moglie, Giuseppa Di Sarno, che diventò la prima collaboratrice di giustizia della storia. Fu il questore Ermanno Sangiorgi a ventilare l’ipotesi che dietro ci fosse la criminalità organizzata, decisa a vendicarsi di Giuseppa che li aveva denunciati per fabbricazione di banconote false. Il rapporto è il primo documento che definisce la mafia: un’organizzazione criminale fondata su un giuramento, la cui attività principale è il racket della protezione.

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fonte: civicovenezze

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