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Proprio in centro alla frazione di Beverare in quest’ultima primavera è stata demolita la Corte Carrari, la storica corte situata dirimpetto alla chiesa della frazione. Ciò che però molti si domandano è per quale motivo è stata demolita e soprattutto quale sarà il futuro di questa zona.
Nel 2008 la corte era stata acquistata da un’azienda che fa capo a Mario Altoè ed il programma era quello di demolirla e costruire appartamenti e negozi, ma con la crisi  edilizia rimase tutto fermo. A questo punto nel 2017 fu fatta una perizia per constatare la solidità della struttura, che aveva già visto il crollo dei solai. Venne riscontrato il 70% di possibilità di crollo della struttura e proprio per questo il sindaco Vinicio Piasentini decise di emanare un’ordinanza per la demolizione della struttura.
Dopo il transennamento del lato strada per garantire la sicurezza dei passanti, si e dovuto interrare un cavo enel agganciato al manufatto e che fornisce energia elettrica a tutta Beverare.
A questo punto la corte è stata demolita a partire dal marzo 2019, ma le macerie continuano a rimanere in loco e dovranno essere tolte il prima possibile. È proprio il primo cittadino di San Martino di Venezze, Vinicio Piasentini, che commenta: “Abbiamo fatto tutto quello che serviva per mettere in sicurezza la zona, dato che la corte non poteva continuare a rimanere in quella zona”. Proseguendo: “Adesso le macerie dovranno essere tolte dai proprietari del terreno e si spera che un po’ alla volta si riesca ad ottenere un risultato maggiore per noi e per il nostro territorio”.

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ORTO DEI SEMPLICI-
Esiste un luogo nel nostro paese dove farfalle, api, bombi e altri insetti impollinatori volteggiano fra essenze fiorite e profumate: questo luogo si chiama “Orto dei semplici”.
Si trova nel Parco Vallona, a ridosso del Ceod ed alle spalle del Nuovo Forum San Martino.
Il nome deriva dalle piante coltivate (aromatiche, curative), le quali utilizzate da sempre dall’uomo a scopo terapeutico, nel tempo furono chiamate semplici perchè erano piante comuni che si trovavano facilmente in natura ed allo stesso tempo avevano proprietà curative.
Nel Medioevo con la diffusione dei Monasteri la medicina delle erbe ebbe un impulso straordinario e l’appezzamento nel quale venivano coltivate era detto “L’orto dei semplici”.
L’orto, curato dagli alunni della scuola primaria, fa parte del progetto “Semplicemente natura”, inserito nelle varie attività svolte all’interno del Comprensivo di Villadose che va sotto il nome di Pon-Fse (vedi citazione a fondo pagina) ma la sua nascita ha “radici” nell’attività che gli alunni stessi svolgevano prima ancora della nascita del progetto europeo, in cassettine riposte tra la scuola e la sala mensa, stimolati e e guidati dalla maestra Lucchin.

VILLADOSE (Rovigo) – Sabato 29 giugno nella sala Europa di Villadose si è svolto il Pon Day, una mattinata dedicata ai progetti Europei (del Fondo sociale europeo) che si sono svolti da ottobre 2018 a giugno 2019 nelle varie scuole dell’Ic Villadose.
Si tratta di oltre 400 ore di attività extra-orario (pomeriggio, giorni di sospensione dalle lezioni, giugno) per oltre 300 alunni delle scuole primarie e secondarie dell’istituto scolastico di Villadose. “Uno sforzo senza precedenti – dice il dirigente dell’Ic Villadose, Osvaldo Pasello – reso possibile dalla grande collaborazione di docenti, personale-Ata, alunni, famiglie e dai tanti partner che ci hanno sostenuto, in primo luogo le amministrazioni comunali. Uno sforzo per allargare l’offerta formativa, ripensare il modo di approcciarsi all’insegnamento-apprendimento e agganciare gli alunni sempre di più al loro territorio”.
“Cittadinanza attiva” (primaria e secondaria di San Martino di Venezze). Esperto: Tobaldo; tutor: Giovannini.
“Semplicemente natura” (primaria di San Martino di Venezze). Esperto: Lucchin; tutor: Cocchi.
“Studio e creo al Pc” (primaria di San Martino di Venezze). Esperto: Bologna; tutor: Battistello.
Durante i vari momenti i docenti esperti e tutor hanno presentato, con l’aiuto di video o foto, le attività realizzate con i ragazzi nelle ore dei progetti Pon-Fse. Lo studio delle materie oggetto del modulo è stato affrontato con grande entusiasmo, divertimento, creatività, condizioni che hanno appassionato, oltre ogni aspettativa, sia i ragazzi sia i docenti.

 

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fonte: civicovenezze

Oggi pomeriggio a Rovigo, in piazza Matteotti, alcuni rappresentanti della Rete dei Comitati Polesani -compresi quelli del Comitato San Martino in Salute- hanno incontrato i ciclisti della carovana detta THE CLIMATE RIDE partiti stamani da Mestre e che si propongono di portare a Roma, alla manifestazione di sabato 23 prossimo, le istanze che raccoglieranno lungo il tragitto dai comitati territoriali.
Durante l’incontro i rappresentanti dei vari comitati hanno messo in evidenza ognuno le criticità del proprio territorio e Mattia Donadel, fra i promotori dell’iniziativa, ha assicurato che le istanze saranno portate a Roma.
Dopo un applauso di ringraziamento e incoraggiamento, i ciclisti sono ripartiti alla volta di Ferrara loro prossima tappa odierna.

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fonte: civicovenezze

Mentre a Rovigo si manifestava nelle piazze, nel giardino antistante la scuola primaria Montessori di San Martino, fra le casette posate per i ricoveri degli uccelli, spuntavano dei cartelli inneggianti alla necessità di cambiare atteggiamento nei confronti del clima e del pianeta in generale.
Il seme è gettato!!!!!

 

 

 

fonte: civicovenezze

Chi era in piazza a Rovigo ieri mattina avrà certamente potuto assistere alla manifestazione organizzata dagli studenti del movimento Fridays  For Future e chiamata Climate Strike e dagli slogan declamati avrà sicuramente pensato che quei ragazzi non erano lì per perdere un giorno di scuola ma che credevano veramente in quello che gridavano.
Contornati ed accompagnati anche da comitati ambientalisti, gli studenti, muniti di cartelli e preceduti dalla musica,  hanno compostamente ed ordinatamente seguito il loro programma sostando nelle principali piazze del centro storico per confluire in Piazza Vittorio Emanuele, loro meta finale.
Ci sono stati diversi interventi e sono stati declamati diversi slogan, ma quelli che fanno pensare alla serietà dell’iniziativa sono stati quelli che incitavano a cambiare i propri comportamenti, tra i quali: DIAMO L’ESEMPIO SIAMO IL CAMBIAMENTO!.

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fonte:civicovenezze

Il Polesine, coinvolto nell’ennesima inchiesta su reati ambientali. La Procura distrettuale antimafia di Venezia  avrebbe, secondo l’impostazione accusatoria, individuato un gruppo imprenditoriale uso smaltire rifiuti, anche speciali, semplicemente spacciandoli per conglomerato cementizio, col quale venivano poi realizzate strade, soprattutto interpoderali.

Il tutto, sempre quelle che, allo stato, vanno considerate ipotesi, per risparmiare su quelli che, altrimenti, sarebbero stati i costi di smaltimento del rifiuto. Una maniera di agire che sarebbe proseguita dal 2013 al 2016, sempre con quantitativi non banali: poco meno di 200mila tonnellate nel 2013, oltre 230mila nel 2014, oltre 260mila nel 2015, 25mila nel 2016. Il materiale per la costruzione di strade avrebbe, inoltre, secondo le contestazioni, presentato il superamento della concentrazioni limite previsto dalla normativa di riferimento per quanto concerne i valori di rame, piombo, nichel, cromo.

In tutto oltre un centinaio i Comuni nei quali questi materiali sarebbero stati smaltiti irregolarmente. Interessate le Regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia. Ben 21 i Comuni del Polesine che figurano nell’elenco di parti offese individuato dalla Procura lagunare. Non a caso, anche la Provincia di Rovigo viene individuata come parte offesa. Ecco l’elenco completo dei Comuni polesani che, secondo queste ipotesi investigative, sarebbero stati oggetti di smaltimenti non a norma: Arquà Polesine, Badia Polesine, Bergantino, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Gaiba, Giacciano con Baruchella, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, San Martino di Venezze, Stienta, Trecenta, Villadose

Tre le persone sotto inchiesta, tutte del Veronese. Si tratta, rispettivamente, di un imprenditore, di un procacciatore d’affari e di un proprietario terriero, che avrebbe messo a disposizione parte dei propri appezzamenti. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 marzo, di fronte al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Venezia. Sarà la sede appropriata per vedere se, davvero, i nostri amministratori avranno, di fronte all’ennesimo eco scandalo che, a quanto emerge dalle accuse, pare profilarsi all’orizzonte per il Polesine, intenzione di costituirsi parte civile, affiancando l’accusa.

 

 

fonte: rovigo in diretta

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