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La scorsa settimana nel silenzio più assordante di questo strano periodo sono venute a mancare diverse persone, fra queste Otello Brevigliero, storica figura di sarto, che ha svolto l’attività assieme al fratello Renzo prima al Borgo (come ricorda Vico Bolzonaro in un passo della sua poesia “Tenpo passà”  ….Lì in fianco, so’ la stesa casa -del mestro Marcomini- praticamente on centro comerciae, col scarparo Ioanin Trovò, bravo da sole e tachi, co’ Vitorino Broca Orlando Bacajin e Dino Scaja -l’ultimo ciabatin del paese-; el sarto rinomà Otello papai, bravo da vestiti e paetò tuto fato su misura; inveze a riparare e vendare radio e television lì in fianco “El Popi”, figura on fia’ particolare sopratuto par el so modo de guidare (retromarce da vero pilota de formula 1)……), e poi a casa propria.
Di questo fulcro di paese, rappresentato dall’attuale Piazzetta Gramsci, Otello era una figura centrale, vuoi per la posizione del suo laboratorio, vuoi per la sua affabilità e cordialità; appassionato di rugby e di politica era  sempre disponibile per una chiaccherata ed una serata con amici soprattutto al Bar Da Berto.
Nelle nostre cronache paesane, Otello a suo tempo era stato intervistato da Albino Boreggio per il libro “Nono Contame de…San Martino dal 1935 al 1951” del cui drammatico racconto riportiamo uno stralcio:
“Racconto di Otello Brevigliero
Ho diversi ricordi di guerra soprattutto quelli relativi agli ultimi giorni.
Nel mese di aprile 45 andavo, come altri, a dormire nel campanile perché, nonostante fosse storto era il posto più sicuro.
La sera del 24 mi stavo recando al campanile e mi sono fermato un attimo per curiosare una cinquantina di tedeschi che stavano costruendo una passerella sull’Adige perché il ponte era stato bombardato, solo un attimo e un maresciallo tedesco mi ha puntato il mitra obbligandomi di andare ad aiutare i tedeschi.
Dopo mezz’ora che ero lì mi videro Gino Bonvento “Pirri” e Leopoldo Beccato “Poldo Soia” e mi chiesero cosa stessi facendo.
Mentre io li invitavo ad andarsene furono sorpresi dal solito maresciallo e obbligati anche loro ad aiutare i tedeschi. Poldo, vicino a me mi suggeriva di rompere il manico del badile ma non ci riuscivo. Poldo e Gino invece riuscirono nel loro intento e dissero al maresciallo che andavano a prendere dei manici a casa loro.
Il maresciallo, sospettoso, non ci credete e volle accompagnarli.
Per andare alle loro case Gino e Poldo passarono davanti a casa mia (ora via San Giuseppe) e vista mia madre gli dissero di venirmi a prendere.
Nel frattempo il maresciallo si era messo a parlare con una persona vestita da repubblichino.
Mentre il maresciallo discuteva con l’altro, Gino e Poldo approfittando di un fosso li vicino riuscirono a fuggire e a far perdere le tracce, intanto mia madre venne dove stavo io e mi invitò ad andare a casa.
Io, per paura, ribattei invitandola ad andarsene ma mentre le davo questo suggerimento ritornò il maresciallo inferocito per la fuga di Beccato e Bonvento e si mise a litigare con mia madre.
La mamma senza paura scese l’argine per prendermi per mano e portarmi a casa, a quella vista il maresciallo inferocito sputò addosso a mia madre, qui assistetti ad una scena che mi stupì, tutti i soldati tedeschi si fermarono e guardarono schifati e minacciosi disapprovando l’atto del loro sottufficiale.
La cosa durò più di un attimo e mia madre ne approfittò per portarmi via senza che i tedeschi cercassero di riprendermi……”.
Concludiamo con un saluto ai suoi famigliari, e, nel contempo, alle altre famiglie che hanno perso i loro cari in questo strano periodo nel quale non hanno potuto avere la vicinanza degli affetti famigliari ed amicali.

otello

otello

fonte: civicovenezze

Negli anni ‘7o del 1900 la crisi del petrolio portò ad una drastica diminuzione degli approvvigionamenti del carburante costringendo il governo a vietare la circolazione delle auto durante le domeniche per risparmiarne le provviste, prima a tutte i veicoli poi a targhe alternate; una domenica si fermavano quelle che terminavano col numero pari e una domenica quelle col numero dispari.
All’epoca per le strade del nostro paese, liberate dal traffico delle auto, si vedevano sciamare a piedi o in bici gruppi anche di 30 e 40 giovani che allegramente cantavano, suonavano, si divertivano e formavano lunghi serpentoni lungo l’argine dell’Adige per andare, a piedi, alla pizzeria Ca’ Matte, a più di 5 Kilometri dal centro del paese, assieme all’allora giovane viceparroco alla sua prima esperienza: Don Giuliano Zattarin.
E siamo ai giorni nostri, 1 marzo 2020 1^ domenica di quaresima, giornata uggiosa. Il virus chiamato coronavirus costringe le autorità a proclamare lo stato di crisi ed a confinare “in casa” le persone, chiudendo le scuole, le palestre, le chiese, i cinema, i teatri, e tutti i luoghi ove si possano creare degli assembramenti. Quindi niente messe, niente incontri, niente cinema ecc. ecc…
Ed ecco che si chiudono le porte e si aprono le nuove strade… della rete: i fedeli non possono venire in chiesa? andiamo noi dai fedeli. Una esortazione, sia del vescovo che dei ragazzi della parrocchia che Don Giuliano Zattarin (ancora lui) ha abbracciato subito.
Quindi sabato 29 febbraio al pomeriggio un videomessaggio per i ragazzi del catechismo e domenica 1 marzo la diretta facebook alle ore 11 di una breve celebrazione con lettura del vangelo e momento di preghiera, della quale riportiamo il link.

Per dirla con le sue parole: Buona quaresima a tutti.

 

 

 

 

fonte: civicovenezze

SAN MARTINO DI VENEZZE (Rovigo) – San Martino paese che legge più di tutti. Si potrebbe riassumere così il bilancio dell’attività della biblioteca di via Maria Teresa Reato, che ha chiuso il 2019 oltrepassando il tetto dei novemila prestiti, 9.250 per la precisione, con l’indice di prestito (rapporto fra prestiti totali e numero di abitanti) più alto fra le biblioteche polesane, ovvero 2,37. Vale a dire che, statisticamente, ogni abitante ha preso a prestito oltre due libri nel corso del 2019.
Ma l’attività della biblioteca non si è limitata al solo servizio di prestito. Sono stati acquistati 350 titoli fra libri, dvd e audiolibri. Sono stati organizzati diversi eventi, fra i quali l’incontro con l’autore, lo psicoterapeuta Alberto Pellai; l’incontro con Pino Costalunga, scrittore di libri per bambini, dedicato alla scuola primaria e secondaria di primo grado per la rassegna “Libri infiniti”.
Sono stati organizzati circa una sessantina di laboratori con la scuola primaria, oltre che altrettanti con la scuola dell’infanzia statale e paritaria.
Diverse pure le iniziative cui ha aderito la biblioteca stessa, come il “Maggio dei libri” e “Veneto legge”, ma pure “Un libro per capello”, promozione della lettura nei saloni di parucchieri e barbieri del paese, oltre a “Un libro al giorno toglie il medico di torno”, per favorire la lettura nella sala d’attesa degli studi medici associati.
È stata aperta una nuova sezione ad alta leggibilità per ipovedenti, oltre a numerosi laboratori sulla Shoah, sulla biblioteca della legalità, sull’anno di Leonardo e sull’anniversario dello sbarco sulla luna, in collaborazione con le scuole del territorio.
Ciliegina sulla torta, ha collaborato con un gruppo di giovani per far nascere CINEMARTINO, il cineforum che ieri sera ha visto la proiezione del pluripremiato LA LA LAND.
Un 2019 davvero ricco ed intenso, e un 2020 che si preannuncia altrettanto interessante e vario. A partire dall’intitolazione della biblioteca a Giancarlo Casarin, maestro elementare, tra i promotori dell’apertura della biblioteca sanmartinese circa 30 anni fa, che si svolgerà nella mattinata di sabato 14 marzo, in occasione del ventennale dalla sua scomparsa.

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fonte: LaVoce Rovigo

Per la data del 27 gennaio, celebrata a livello mondiale come Giornata della Memoria per ricordare la Soah, a San Martino sono due le iniziative incentrate su questo argomento che troveranno posto al Forum San Martino il 27 ed il 29 gennaio prossimi.
-Il 27 gennaio alle ore 21, organizzato da Don Giuliano Zattarin, sarà ospite al Forum il sociologo Veneziano Gianfranco Bettin per un incontro sulle Soah, coordianto da Luca Gigli del Gazzettino e con animazione musicale del compaesano Luca Celio, durante la serata ci sarà una lettura di testi da parte di alcuni nostri giovani.
-Il 29 gennaio alle ore 21, organizzato dall’amministrazione comunale con l’Associazione Il Fiume, avrà luogo la GIORNATA DELLA MEMORIA 2020, con l’intervento di Maria Chiara Fabian sulla persecuzione antiebraica in Polesine, un argomento che ci tocca più da vicino dal titolo:
“L’internamento libero in Polesine: una strada verso Auschwitz. La famiglia Stern a San Martino di Venezze”.
Entrambi gli incontri sono ad ingresso gratuito.

27_01 memoria2020

 

 

 

 

fonte: civicovenezze

In un Forum San Martino stracolmo di gente, abbiamo assistito ad una bellissima serata che la caparbietà e le conoscenze di Don Giuliano ci hanno regalato.
Un ottimo mix di “ingredienti” ha reso la serata piacevolissima oltre che molto interessante.
Un bravo ai giovani che hanno rievocato le principali notizie ed eventi che abbiamo avuto in paese, bravissimo all’ottimo Claudio Batta che con il suo occhio sarcastico ci ha proiettati nel mondo dei rapporti genitori e figli/e; inarrivabili i Marmaja che hanno saputo legare e collegare le varie fasi della serata ed hanno offerto un finale molto coinvolgente.
Di Sigfrido Ranucci, Moni Ovadia e Carlo Lucarelli non osiamo parlare, tanto sono noti!
Però sulla loro semplicità, la loro disponibilità a farsi coinvolgere e a mettersi in gioco un parola di apprezzamento la possiamo spendere; e perchè no anche un grande ringraziamento.
Una nota di simpatia la dobbiamo a Luca Gigli che, oltre nella sua funzione di giornalista, è stato coinvolto anche in quella di …presentatore.
Non è mancato un omaggio/sorpresa a Don Giuliano con la proiezione di uno spezzone di filmino relativo ad una gira sulla neve  nei primi anni del 1970, quando  è venuto a San Martino come vice parroco, dopo essere stato da poco ordinato sacerdote.
Buon 2020.

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fonte: civicovenezze

Ieri sera mentre si svolgeva una bellissima manifestazione culturale con giovani e persone di San Martino di Venezze, e non solo, al Forum San Martino, altre “persone” hanno pensato bene di compiere atti vandalici contro il patrimonio di tutta la comunità.
Nel parco Vallona è stata divelta la colonnina dell’acqua potabile a servizio dell’area pic-nic. Durante la notte questo gesto ha causato la fuoriuscita di una consistente quantità d’acqua.
Per la tutela del territorio è necessaria la collaborazione di tutti e l’amore di tutta la comunità per il bene comune e pubblico. Vorremmo vivere in un paese dove non servono telecamere in ogni metro quadrato, ma dove il rispetto e l’educazione fossero gli ingredienti principali instillati perché queste cose non accadano.
Alla fine è sempre un problema di cultura, le persone vanno educate alla convivenza civile e al rispetto delle regole.

 

 

 

fonte: civicovenezze

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