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Cinque anni di lavoro a uncinetto per il presepe

Articolo del 04.01.2013 - Scritto da civicovenezze in Notizie

Luciana Belluco espone alla Rassegna internazionale dell’Arena di Verona

E’ uno dei presepi più ammirati tra gli oltre 400, provenienti da tutto il mondo, esposti fino al 20 gennaio prossimo all’Arena di Verona, nell’ambito della 29ª “Rassegna internazionale del presepio nell’arte e nella tradizione”, sezione dedicata alla regione Veneto. Caratteristica, unica e insolita di questo manufatto, è l’essere stato realizzato completamente a uncinetto con fili di lana, cotone da cucito e altro filato sottilissimo, a seconda che si trattasse dei vestiti, delle parti del corpo dei personaggi o degli attrezzi da loro usati. Un’impresa che Luciana Belluco, autrice di questa meraviglia, ha portato a termine in cinque anni di lavoro, cominciando dai protagonisti principali: la Madonna, san Giuseppe e il bambino, e proseguendo con altre 50 figurine che rappresentano la gente e i mestieri della Palestina di allora. Luciana Belluco abita a Saline di San Martino di Venezze, provincia di Rovigo, e noi l’abbiamo contattata per conoscere i dettagli di questa che si può considerare una vera impresa, dato che i protagonisti del suo presepio hanno un’altezza che varia dai 22 ai 28 centimetri, a seconda della posizione che occupano sulla scena.
“Non mi sono limitata a vestire gli uomini e le donne che fanno da contorno alla Natività. Ho realizzato a uncinetto le sagome dei corpi, le teste, le gambe, le mani e i piedi. Poi, col filo sottilissimo ho tracciato i lineamenti e fatto i capelli. Ho fatto scarpe e vestiti e gli attrezzi da lavoro del fabbro, del taglialegna, la lavandaia, la pastora che prepara il formaggio e il pastore che pascola il gregge. Anche le pecore, gli asini e gli altri animali sono fatti a uncinetto. E ho fatto con il das i piedistalli su cui appoggiare ogni figurina”.
Ma quando e come è nata questa passione per l’uncinetto?
“Ero ragazzina di 11 anni quando la mamma, finita la quinta elementare, mi ha mandato a fare la baby sitter a casa di una magliaia e di una sarta. Quando la bambina a cui badavo si addormentava, mi mettevano a dipanare la lana e poi ho cominciato a usare l’uncinetto. Per la famiglia e per i figli ho fatto tantissime cose: tende, magliette, golfini, copriletto, tovaglie. Sette anni fa ho avuto l’idea di realizzare i personaggi del presepe a uncinetto e ho cominciato con le prime figure, perfezionate in tutti i particolari. Ho creato due presepi di piccole dimensioni, lavorando circa due anni. Poi, ho iniziato quello mandato in esposizione all’Arena di Verona. Doveva essere collocato fuori, sotto le arcate: io, invece, ho insistito per avere uno spazio all’interno, più grande di quello che mi era stato assegnato dall’organizzazione. Una scelta obbligata, determinata dalla quantità dei personaggi da collocare e dalla necessità di non bloccare il flusso dei visitatori poiché tutte le signore che entrano si fermavano a lungo a osservare e
commentare il mio lavoro”. La Rassegna è aperta tutti i giorni, festivi compresi, dalla 9 alle 20.

Fonte: La Voce di Rovigo

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