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Festeggiano i 70 anni i ragazzi del ’51

Articolo del 23.09.2021 - Scritto da civicovenezze in Eventi | Notizie

Finalmente dopo la pausa imposta dal Covid -19, i nati nel 1951 di San Martino e Beverare hanno potuto riprendere la loro trentennale tradizione della “rimpatriata annuale”.
Domenica 19 settembre scorso, i coscritti della classe 1951 si sono reincontrati per festeggiare il loro 70esimo compleanno; convenuti a San Martino anche da fuori provincia e regione (con loro c’era anche Don Massimo Barison ora parroco a Bottrighe), hanno partecipato alla Santa Messa delle 11 celebrata per ricordare alcuni compagne e compagni scomparsi quindi si sono recati in un ristorante del posto per condividere un momento di convivialità.
Al pranzo hanno invitato anche il parroco Don Giuliano Zattarin, che questo anno ha celebrato i 5o anni di sacerdozio, e che proprio 50 anni fa venne a San Martino come vice parroco per il suo primo incarico da sacerdote.
Il  tempo del pranzo è trascorso in un clima gioioso e sereno,  dove ai piatti si alternavano le foto dei pranzi trascorsi, i ricordi, gli aneddoti dell’infanzia, della giovinezza e degli incontri più recenti.
Come di consueto, poi, è venuto il momento delle dediche poetiche di Lodovico Bolzonaro e di qualche riflessione sulla  generazione del ’51 proposte, da Ivo Contiero presidente del comitato per le riunioni, il quale ha ricordato che siamo la generazione de’…:
-noi che con uno straccio di pallone o con una bambola di pezza (magari riciclata) passavamo giornate intere a giocare con amici e amiche senza nutrire gelosie verso chi aveva più possibilità di noi;
-noi che alle scuole elementari abbiamo iniziato facendo le aste, i quadretti o i cerchi su un quaderno dalla copertina rigorosamente nera (riciclata poi come maschera di carnevale) seduti su banchi che oggi sarebbero considerati illegali;
-Eravamo noi che in fasce o ancora nel ventre materno fummo costretti ad emigrare in altri luoghi a causa della grande alluvione del Polesine;
-Siamo noi che nel momento del meritato riposo ci rendiamo disponibili chi facendo volontariato, chi  aiutando i figli anche economicamente, chi accudendo nipoti  in sostituzione o in affiancamento  dello Stato socialmente carente;
non è mancato il pensiero di Don Giuliano per ricordare come sia stato accolto fra loro 50 anni fa e quanto lavoro sia stato fatto assieme nei tre anni in cui è rimasto, coltivando anche rapporti di amicizia che durano inalterati da allora; Don Massimo Barison, infine, ha ricordato che la settimana successiva ricorrerà il 45 anniversario del suo sacerdozio, e riferendosi a Don Giuliano, ricorda quanto sia stata stimolante la sua presenza per lui giovane seminarista.
Infine dopo la tradizionale foto di gruppo, si sono scambiati i saluti e le promesse per un ritrovo all’anno successivo.

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fonte: civicovenezze

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