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Fin che Barchi va, lascialo segnare!

Articolo del 10.04.2012 - Scritto da civicovenezze in Sport

 

Il classe ‘84, professione pavimentista, è il cannoniere del San Martino con 18 reti
“Vogliamo arrivare ai play off e giocarci la promozione”

SAN MARTINO DI VENEZZE – Fin che Barchi va, lascialo segnare. A intonare la canzone non è Orietta Berti. Questo potrebbe essere l’inno dei tifosi del San Martino di Venezze. Diego Barchi, in Terza categoria, è il terzo goleador più prolifico del girone rodigino. Completa il podio, alle spalle di Segradin e Lo Piccolo. L’implacabile killer ha realizzato 18 reti, sfruttando il suo mancino puro. E senza l’ombra di un rigore. Il classe ‘84, una vita legata ai colori del Beverare, un’esperienza a Ca’ Emo (19 reti, record personale da infrangere), è diventato la punta di diamante del San Martino targato Pigato. Un colpo di mercato nell’estate 2011 sferrato con convinzione dall’eterno patron Sattin. La squadra è quarta in classifica e mai come quest’anno nutre ambizioni di Seconda categoria. L’ex capitano del Beverare spera di raggiungere l’ambita promozione e si svela alla Voce in questa appassionante chiacchierata.
Quarto posto con il San Martino e un bottino di 18 reti. Un’annata d’oro.
“Inizialmente dovevo giocare in un’altra squadra, una serie di coincidenze mi ha portato a San Martino. Abbiamo tentato il ripescaggio in Seconda, ma non è stato possibile. E siamo rimasti in Terza categoria per fare un campionato d’alta quota. Speriamo di continuare così”.
Come è stato l’impatto con l’ambiente? E il rapporto con mister Pigato?
“La squadra è formata da ragazzi che conoscevo già al di fuori del campo, non ho avuto grossi problemi di ambientamento. Ho avuto il piacere di ritrovare l’allenatore Flavio Pigato, il tecnico con cui avevo disputato la preparazione alla San Vigilio in Seconda categoria, ma poi ritornai alla casa madre Beverare. Pigato è un allenatore serio e preparato. Non abbiamo un modulo fisso, in base alle avversarie ci schieriamo con l’unica punta o con il tridente. E’ un allenatore che sa vita, morte e miracoli delle avversarie, conosce tutte le statistiche e trasmette grande entusiasmo”.
State raccogliendo maggior punti nel ritorno rispetto al cammino d’andata. Una piccola svolta dovuta a…?
“All’andata purtroppo sono stati fuori causa gli attaccanti Contato e Montecchio e il difensore Marangotto. Siamo stati penalizzati e sfortunati per quanto riguarda gli infortunati. Dopo la sconfitta con La Vittoriosa del 26 febbraio, siamo in serie positiva e stiamo attraversando un buon momento di forma”.
Su 47 punti conquistati, 28 li avete ottenuti tra le mura amiche. Un rendimento superiore se paragonato allo score in trasferta…
“E’ una statistica figlia della casualità. All’andata abbiamo avuto un trend negativo, ma non guardiamo molto al fattore campo”.
Avete il secondo attacco con il 57 reti e una delle difese più perforate dei piani alti con 29 gol subiti. Le motivazioni di questi dati?
“Inizialmente, c’era l’idea di giocare con la difesa a tre. Poi con l’aggiunta del libero Boaretto le cose sono migliorate e la nostra squadra ha cominciato a subire meno reti. Paghiamo il fatto di aver subito tanti gol all’andata”.
La Vittoriosa attende solo la matematica per celebrare la Seconda. Tra le altre contendenti, chi la spunterà per i play off?
“Speriamo sicuramente il San Martino di Venezze. In bagarre, vedo ben attrezzato il Polesella di Prearo. La Turchese perde punti e terreno, mi sembra in leggera crisi”.
Domenica avete vinto lo scontro diretto con il Salara e avete sorpassato gli altopolesani. La giornata perfetta?
“E’ stata una partita combattuta, abbiamo affrontato una squadra quadrata. Il 2-0 ci dà morale e vogliamo continuare la striscia positiva”.
Ficarolo, Guarda Veneta, Pontecchio e Polesella; dopo la sosta, il calendario vi indica favoriti sulla carta?
“Nella mia pur breve esperienza calcistica, ogni squadra può metterti in difficoltà, soprattutto nei campi dilettantistici. Basti pensare che all’andata abbiamo perso contro il Duomo. Bisogna tenere alta la guardia, mai sottovalutare gli avversari e i play off allora saranno alla nostra portata”.
A campionato in corso, quanto ha inciso l’innesto del classe’ 69 Fabio Buoso?
“Ha esordito contro il Rosolina all’andata. Fabio è un esterno di centrocampo, destro o sinistro, dipende dalle esigenze tattiche. Nonostante l’età, è sempre uno dei migliori e sta fornendo un notevole contributo”.
E’ una Terza categoria rodigina con tante squadre competitive. I giocatori che ti hanno più impressionato?
“Il portiere Luca Ceregatti del Salara, il centrocampo del Polesella è ben fornito nel completo e pensandoci non riesco a individuare punti deboli nella Vittoriosa prima in classifica”.
Lotta tra bomber: chi la spunta tra Segradin (25) e Lo Piccolo (22) ?
“Il Pontecchio è a metà classifica e potrebbe mollare la presa e le occasioni per Segradin negli ultimi turni potrebbero diminuire. Secondo me, può recuperare e arrivare davanti Sergio Lo Piccolo del Polesella”.
Flashback di mercato: l’estate scorsa eri molto corteggiato, perché hai scelto di rimanere ancora in Terza?
“La mia destinazione all’85% era la Fulgor Crespino. Mi avevano cercato la Turchese , il Polesella, il Villadose e lo stesso Ca’Emo voleva tenermi. Ero lusingato dalla Prima categoria. A inizio luglio, il Crespino non ha più potuto mantenere l’accordo e il presidente Sattin, che da diversi anni mi seguiva con interesse, mi ha portato a San Martino”.
Il best gol tra i 18 che hai realizzato finora?
“Il secondo personale nella tripletta con il Due Torri. Lancio in area di rigore, sono rientrato verso l’interno e l’ho messa sul palo lontano”.
Gli obiettivi personali e della società in questo rush finale?
“Sono a secco da due partite, sono abbastanza scaramantico, ma conto di arrivare e superare il record personale di 19 reti. E ovviamente disputare i play off per giocarsi l’ipotetica promozione in Seconda”.
A chi dedichi i tuoi gol?
“Alla mia famiglia. Alle nonne Maria e a nonno Antonio, che adesso non ci sono più, ma mi hanno sempre appoggiato”.

 Il ritratto: sfiorò la Prima col Beverare, poi 19 centri col Ca’ Emo

SAN MARTINODI VENEZZE – 2005-2006: a un passo dal sogno. Diego Barchi, classe ‘84 di Beverare, professione pavimentista, si è messo in luce con la squadra della sua frazione. Dopo aver fatto la trafila nelle giovanili, debutta a 16 anni in Seconda categoria e viene così lanciato tra i più grandi da Vanni Brunello, ex mister tra le altre di Nuova Maddalenese, Costa e Turchese. Barchiscopre la gioia del primo gol ufficiale in Seconda nell’1-1 contro il Concadirame. Viene cresciuto calcisticamente dal tecnico Borella. Sono annate positive per il Beverare, che sfiora il clamoroso salto in Prima categoria nella fatidica stagione 2005-2006. E’ il team di Fabbian, Campaci e Botton, più di un tifoso in tribuna è colpito dalle doti di bomber Barchi. La squadra, purtroppo, si arrende ai dannati play off contro l’Azzurra 2000, che festeggia così l’accesso in Prima categoria. La stagione successiva sono dolori per il Beverare che retrocede in Terza. Barchinon lascia e tenta la risalita. Ma le annate in Terza saranno costellate più da ombre che da luci. Il ragazzo, che nel frattempo diventa anche capitano, prova a fare il possibile, sfonda quasi sempre la doppia cifra. Ma questo non basta per raggiungere traguardi importanti.
Nell’estate 2010, il divorzio. Diego fa i bagagli e si trasferisce al Ca’ Emo di Bernardinello che punta dritto alla Seconda. Senza riuscirci. Si tratta della miglior stagione realizzativa per l’attaccante che riesce a segnare 19 reti. Nel 2011-2012, svanisce la possibilità di approdare al Crespino e il classe ‘84 passa al San Martino di Venezze dopo anni di vani corteggiamenti. Finalmente insieme, la squadra e il bomber convolano a nozze. La luna di miele sarà in Seconda categoria?

Fonte: Alessandro Garbo – La Voce di Rovigo

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