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Fusione Asm ambiente – Ecogest, ci vuole chiarezza

Articolo del 11.04.2012 - Scritto da civicovenezze in Amministrazione Comunale

Il sindaco Piasentini rimarca la fretta e la scarsa trasparenza del Consorzio Rsu
sulla controversa questione della futura fusione tra Asm ambiente e Ecogest 

SAN MARTINO DI VENEZZE – A distanza di una settimana dal consiglio comunale svoltosi il 30 marzo, il primo cittadino di San Martino Vinicio Piasentini ritorna sull’argomento che in queste settimane sta tenendo banco a livello provinciale, discusso anche in sala consiliare a palazzo Mangilli nell’ultima seduta, ovvero l’approvazione della delibera proposta dal Consorzio Rsu sulla futura fusione tra Asm ambiente e Ecogest. “Nel consiglio comunale del 30 marzo è stata approvata una delega al sottoscritto per poter acquisire tutta la documentazione necessaria affinché i consiglieri di maggioranza e minoranza di San Martino possano conoscere i risvolti sulla bozza di fusione tra Asm ambiente e Ecogest”, introduce Piasentini. “Ciò non per voler rallentare l’iter di fusione, come si è sentito dire in questi giorni, ma per essere informati su cosa si va a deliberare”, ci tiene a precisare il primo cittadino che fa una breve cronistoria: “Il 7 dicembre 2011 durante la convocazione dell’assemblea del Consorzio per la decisione sulla fusione, un nutrito numero di comuni espresse il proprio parere contrario a tale decisione, non per ostilità alla proposta, bensì per la mancanza delle necessarie informazioni tecniche che la legge in vigore prevedeva. In quella sede si fece notare che alla delibera doveva essere allegata una relazione tecnico-economica, in quel momento mancante. Relazione che – fu detto – sarebbe stata recapitata in tempo per la convocazione dei consigli comunali che avrebbero dovuto approvarla entro il 31 gennaio 2012”. Piasentini prosegue: “Si dubitò della fretta che il Consorzio voleva imprimere al procedimento, ma replicarono che il Comune di Rovigo doveva deliberare con urgenza la scissione tra Asm per costituire Asm ambiente e che, se l’assemblea non avesse approvato, Rovigo si sarebbe dovuto conformare alle nuove previsioni legislative per l’affidamento del servizio”. “Le modifiche di legge intervenute a gennaio 2012 hanno fatto venir meno la fretta e hanno indotto gli esperti chiamati a redigere la relazione tecnico-economica di fusione, ad affermare che la stessa non si sarebbe più resa necessaria preventivamente, ma che sarebbe stata elaborata solo dopo la verifica della non liberalizzazione della gestione rifiuti”. Il primo cittadino incalza: “La fretta però si è ripresentata all’assemblea del consorzio del 29 febbraio, con i comuni chiamati a riapprovare quanto deciso il 7 dicembre. Gli esperti nominati dal presidente del consorzio per fornire delucidazioni sulla proposta di delibera hanno giustificato la mancanza di tale relazione per motivi che non hanno chiarito nulla sull’iter procedurale”. Il sindaco arriva quindi al punto: “Il problema si sposta dal campo del diritto amministrativo al campo civilistico. Per deliberare una fusione è necessario che i soci delle società che si vanno a fondere siano a conoscenza del progetto di fusione, indispensabile come previsto dall’articolo 2501 del Codice civile, dal quale devono risultare anche il nuovo atto costituivo e il rapporto di cambio delle azioni o quote, nonché l’eventuale conguaglio in denaro. Tale progetto deve essere depositato per l’iscrizione al Registro delle imprese e rimanervi durante i trenta giorni che precedono la decisione in ordine alla fusione”. “E’ evidente che ciò che sta avvenendo sia in palese contrasto con la necessità di informazione e trasparenza. I sindaci dissenzienti non si sono opposti a priori alla proposta di fusione, ma hanno rilevato una grave carenza di informazioni e la mancanza dei presupposti di legge necessari per ritenere corretto il procedimento, oltretutto tale progetto di fusione dovrà essere depositato entro il 30 aprile 20112 e la delibera di fusione dovrà avvenire entro il 30 aprile 2012, evidenziando una grave incongruenza visti i 30 giorni da rispettare”. Piasentini conclude: “Cosa ancor più grave è chiedere ai consigli comunali di approvare la bozza entro il 15 aprile 2012, cioè 15 giorni prima del deposito del progetto, dimostrando poco rispetto e scorrettezza verso tutti quei comuni che, seppur in inferiorità per numero di quote, ma superiori per numero di cittadini rispetto al Comune di Rovigo”. “Non si ravvisa perciò nessuna urgenza, tale da giustificare quest’accelerazione dell’iter che costringerebbe i consigli comunali ad approvare un’operazione di cui non conoscono gli aspetti tecnici e patrimoniali. Ciò che San Martino e altri comuni chiedono al Consorzio è di mettere a disposizione il progetto di fusione e la documentazione necessaria e solo dopo averne analizzato i contenuti si potrà esprimere un parere motivato e legittimo”.

Fonte: La Voce di Rovigo

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