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San Martino Green Spa: dopo anni di contenziosi, riconosciuti al Comune i beni mobili e immobili dell’ex discarica

Articolo del 23.11.2013 - Scritto da civicovenezze in Ambiente | Amministrazione Comunale | Notizie
LA VICENDA Approvato in consiglio l’atto di transazione con Gea Srl. Ma la minoranza abbandona l’aula 
La caparbietà alla fine ripaga
Palazzo Mangili - Sede dell'Amministrazione Comunale di San Martino di VenezzeSAN MARTINO DI VENEZZE – Il Comune di San Martino ha colto un importante traguardo. Venerdì sera nella sala consiliare di palazzo Mangilli si è svolto il consiglio comunale con tre punti all’ordine del giorno: la variazione delle tariffe del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares), l’assestamento generale di bilancio e il terzo punto, nonché cruciale, sullo stato di messa in liquidazione della San Martino Green Spa, la società che gestiva l’ex discarica di via Ceresolo.
La maggioranza ha approvato, infatti, l’atto di transazione tra il Comune rivierasco, la Gea Srl e la San Martino Green Spa, che ha sancito il riconoscimento, dopo battaglie legali protrattesi diversi anni e iniziate con l’ex amministrazione Merlin, della proprietà del capannone di 10mila metri quadrati, della palazzina adibita ad uffici di 500 metri quadrati e del terreno su cui sono stati costruiti i due fabbricati ubicati nell’ex discarica di via Ceresolo, divenendo così di patrimonio comunale. La Gea Srl invece, si occuperà della fase post mortem dell’ex discarica fino al 2024 per i siti Smart 1 e Smart 2 e fino al 2041 per il sito Smart 3. Al termine di questa fase i terreni ritorneranno di proprietà comunale.
Tutta la cronistoria della vicenda, iniziata nel lontano 2003 con la nascita della società pubblico-privata San Martino Green Spa (per il 51% di Gea Srl e per il 49% del Comune di San Martino), messa in liquidazione dal 2007 per le gravi perdite, generando un contenzioso tra il Comune e la Gea Srl stessa, che rivendicava la proprietà dei beni immobili del sito, è stata spiegata in sede di consiglio dal primo cittadino Vinicio Piasentini, supportato dai commenti tecnici dell’ingegner Roberto Gasparetto e da Daniela Alberghini, legale del comune rivierasco.
La lista di minoranza con a capo Tiziano Bonato e Cesarino Crivellari, al termine dell’intervento del sindaco, ha replicato chiedendo, secondo il regolamento del consiglio comunale, una sospensiva per non avere avuto il tempo di esaminare gli atti e dare gli strumenti necessari alla minoranza per poterne prendere visione e valutare.
Messa ai voti, la richiesta di sospensiva è stata respinta e i consiglieri di minoranza Bonato, Crivellari, Beggiao e Menarello hanno abbandonato l’aula, non partecipando alla votazione dell’atto di transazione che è stato successivamente approvato dalla maggioranza. Dopo l’abbandono dell’aula alcuni consiglieri si sono espressi in merito.
Da Daniele Barison che, a nome del Pd locale, ha elogiato “il buon lavoro svolto dall’amministrazione”, al capogruppo di maggioranza Roberto Merlin che ha espresso “soddisfazione per la fine di un’intricata vicenda durata anni che alla fine ha premiato il Comune di San Martino”, dal consigliere esterno Claudio Contiero congratulatosi “per la caparbietà nell’ottenere questo obiettivo”, aggiungendo che “si è chiusa un’epoca”, al sindaco Vinicio Piasentini, visibilmente soddisfatto “per una battaglia vinta, in cui abbiamo portato a casa qualcosa di nostro”, ma al tempo stesso dispiaciuto per l’atteggiamento della minoranza “che ha perso un’occasione per poter votare all’unanimità un atto che ha visto il Comune di San Martino uscirne in modo più che positivo”, fino a Enrico Contiero che non ha risparmiato una stoccata alla minoranza per “un atteggiamento intollerabile e una mancanza di rispetto verso la cittadinanza che li ha votati, invitando a mettere davanti a tutto la responsabilità di amministratori, prima di occupare una sedie in consiglio per poi abbandonarle nei momenti più decisivi per la comunità”.
Fonte: La Voce di Rovigo

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