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Venerdì 30 giugno, nella splendida cornice di Tenuta Castel Venezze, il prof. Antonio Volpe si è prodotto in una breve memoria su Palazzo Mangilli (già Loredan, attuale sede municipale) e sulla famiglia Marcassa, il cui capostipite è stato il primo sindaco di San Martino dopo l’unità d’Italia.
Dopo alcuni cenni storici sulla famiglia Mangilli, e di come sia venuta in possesso del palazzo, è stata ricordata la storia di questo edificio e la sua utilizzazione dalla costruzione ai giorni nostri.
E’ stata poi la volta del racconto sulla Famiglia Marcassa, originari di Montagnana e venuti a San Martino quali tenutari delle proprietà della famiglia Mangilli.
Veniamo così a conoscenza della importanza che ha avuto tale famiglia sulla trasformazione del nostro territorio. Da area informe costituita da alcune grosse proprietà ed abitazioni (perlopiù in paglia e terra cruda) satelliti alle corti,  a paese strutturato con municipio, piazza ed abitazioni in muratura. Non di meno questa emerita famiglia ha dato impulso alla economia del paese con coltivazioni innovative e con la creazione di una piccola fornace.
I componenti erano anche famosi per la loro attenzione alla gente, ai poveri soprattutto, ed alla sicurezza del paese incentivando, per esempio,  l’illuminazione di punti critici ed altro.
Tutti questi meriti vennero loro riconosciuti dalla popolazione, con deposizione di una lapide sul muro del vecchio municipio (ora scuola materna) e con la collocazione delle tombe al centro del viale di ingresso del novo cimitero (quello attuale).
Il racconto del professore si è dipanato  tra cenni storici e vecchi ricordi di famiglia e la serata è terminata con una deliziosa cena in una vecchia sala della Tenuta.

 

 

fonte: civicovenezze  

Venerdì 20 maggio nell’affollata sede del Circolo AUSER di San Martino, organizzatore dell’evento, alle ore 17,00 è stata presentata l’ultima fatica del Prof. Antonio VOLPE, noto storico e pubblicista locale, il libro: “RICORDI, ANEDDOTI, IMMAGINI 1938/1950 – SAN MARTINO DI VENEZZE”.
L’incontro è stato introdotto dalla Presidente del Circolo, Sig.ra Marina NALE, che, dopo aver elogiato lo scrittore per il lavoro svolto e per la sua importante attività di divulgazione e promozione della storia locale,  ha passato la parolaall’autore che prontamente ha coinvolto i presenti catturandone l’attenzione con una vivace esposizione dei fatti e contenuti dell’opera.
Antonio ancora una volta ha saputo cogliere attraverso la narrazione di episodi e situazioni di vita vissuta nel corso della propria giovinezza, l’essenza di un mondo scomparso, ricco di espressioni dialettali, aneddoti, proverbi e corredato inoltre da un’attenta documentazione fotografica suddivisa per argomenti.
Come l’esposizione del professore, anche il libro è scorrevole e di piacevole lettura, è suddiviso in due parti: la prima narrativa con inserti dialettali corredata da un glossario alla fine; la seconda puramente fotografica. In entrambe le parti i compaesani si sono facilmente identificati intervenendo attivamente con gioiosi commenti alla discussione aperta dopo la presentazione. Alcuni hanno riconosciuto i protagonisti degli aneddoti citati e ricordato le situazioni ridendo ancora dei fatti tornati improvvisamente alla memoria, mentre altri con un pò di “magone”, hanno ripensato a un mondo estremamente povero, semplice ma sincero, scandito dai ritmi della natura, che non potrà più ritornare.
All’incontro il Prof. VOLPE ha esposto anche una serie di modellini in legno da lui realizzati, rappresentanti vecchie attività artigianali e antichi mestieri a supporto della parte letteraria esposta. Costruiti con cura e dovizia di particolari proprio per onorarne la memoria, e realizzati per il pubblico, in particolare quello più giovane che ha così potuto rivisitare e conoscere attraverso questi piccoli capolavori alcune attività oramai scomparse: il lavoro dei loro nonni.
L’autore ha concluso auspicando che tale forma di vita non vada perduta, ma indirizzata a momenti di riflessione, e che rappresenti l’insieme di quelle attività che l’uomo ha affrontato per realizzare un’esistenza migliore.
Un lungo e fragoroso applauso di ringraziamento ha completato la serata terminata poi con un generoso rinfresco offerto dagli organizzatori, al quale è succeduta la richiesta di dedica autografata dell’autore nei libri, segno che il lavoro del Prof. VOLPE è stato più che gradito dai presenti che come in ogni occasione gli ha saputo dimostrare ancora una volta grande affetto stima e riconoscenza.
Il volume è reperibile presso la libreria Peter Pan al prezzo di 10 euro. Franco Volpe

 

 

 

fonte: civico venezze

 

San Martino di Venezze – Don Giuseppe Mazzocco, da cinque anni nella nostra parrocchia di San Martino di Venezze, si è congedato domenica scorsa dalla comunità per andare poi a continuare il suo impegno pastorale nella Parrocchia di Santa Maria Maddalena.
Tutto questo è avvenuto con la celebrazione della Santa Messa alle 11.00 animata dai canti della locale Corale, e con la Santa Messa alle 15.00 durante la quale è stata fatta la celebrazione comunitaria dell’Unzione agli infermi.
Hanno partecipato oltre ai genitori e parenti, una gran folla di fedeli che ha voluto manifestare tutta la simpatia e l’affetto per don Giuseppe che, arrivato come diacono a San Martino, aveva poi continuato qui il suo servizio da sacerdote.
“E’ stata un’esperienza che ha toccato profondamente la mia vista”. Egli ha ricordato la morte di don Mario ed ha ringraziato per la solidarietà espressa dai fedeli.
Lo hanno ringraziato a loro volta, le mamme per il sorriso e la gioia di vivere profusa ai bimbi, ragazzi e adulti; i malati aiutati a superare i dolori e le sofferenze; gli alunni delle medie con Laura Barbierato recente vincitrice a Roma dei giochi della gioventù; ringraziamenti anche da parte del Sindaco.
Il Parroco, don Adriano ha invitato i presenti a riflettere sulla figura del sacerdote chiamato a servire Dio e a renderlo presente in mezzo ai fratelli dove annuncia il Suo messaggio con la parola e le opere.
Lo faccio anch’io, da queste pagine, a nome di quanti non lo hanno fatto personalmente perché impossibilitati o perché sono stati presi dalla commozione dalle sue parole di saluto. Lo faccio ricordando il sorriso e la giovinezza condivisa in tante liete serate con la famiglia e figli. E’ naturale il rammarico ma anche il ricordo riconoscente, che si accompagna con la preghiera perché don Giuseppe possa continuare con la stessa fede e lo stesso entusiasmo che ha testimoniato in questo tempo trascorso in mezzo a noi.

Fonte: La Settimana del 14.10.1990 – Antonio Volte 

Inaugurata la mostra sulle grandi opere in Polesine
Ampi consensi alla conferenza sulla storia del paese dal ’51 ad oggi

SAN MARTINO DI VENEZZE – Un passato travagliato, un presente consapevole e un futuro lungimirante. Sono questi gli aspetti emersi dall’importante serata di venerdì, giorno in cui a San Martino si è celebrato il santo patrono. In occasione della sagra del paese, l’associazione culturale San Martino, il movimento culturale Libera-mente, in collaborazione con l’amministrazione comunale e le parrocchie di San Martino vescovo e Santa Maria Assunta, hanno organizzato e allestito nella palestra delle scuole medie di via De Gasperi una mostra fotografica su “Le grandi opere in Polesine. Dall’Unità d’Italia ad oggi”, curata dal Comitato provinciale Arci e dall’Archivio di stato di Rovigo, inaugurata dal sindaco Vinicio Piasentini, dall’assessore Annamaria Barbierato e dal presidente dell’Arci provinciale Lino Pietro Callegarin. Presenti anche quadri e opere di alcuni artisti sanmartinesi come Maurizio Bauce, Carla Gatto, Alessandro Capuzzo, Maria Busso, Silvia Crepaldi e Igor Boarin. Successivamente nell’atrio della scuola media Dante Alighieri si è tenuto l’incontro “Un cammino di sviluppo nella nostra comunità, dal post alluvione ad oggi. 1951-2011”, tenuto dal dott. Paolo Bordin, dirigente dell’area economica della Camera di commercio di Rovigo e dal prof. Antonio Volpe, storico locale. Interessanti i dati forniti dal dott. Bordin, che ha ha sottolineato un primato particolare spettante a San Martino, ovvero l’impiego della prima idrovora a cavalli vapore nel lontano 1718 da parte della famiglia Tron, per passare poi ai numeri della popolazione, passata da 6.635 abitanti nel ’51 a 4.044 nel 2010, con un calo del 39%. Dall’approfondito quadro statistico del dott. Bordin, San Martino attualmente appare in una situazione di stasi economica, dovuta anche alla posizione decentrata rispetto a Rovigo e alle principali arterie di comunicazione, ma i motivi per guardare avanti con ottimismo ci sono e il futuro sarà puntare sulla qualità del territorio, vista anche la presenza di due validi agriturismo. Successivamente il prof. Volpe ha fornito una versione più colorata e ricca di aneddoti che hanno contraddistinto il duro periodo pre e post alluvione, con la ripresa economica e la crescita del paese per arrivare sino ai nostri giorni. Fatti veri, curiosi, ironici e drammatici al tempo stesso che hanno fotografato la comunità di San Martino di un tempo. Lo storico locale ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranzoso ottimismo rivolto ai giovani, invitando tutti a dar loro fiducia, citando un passo del sommo poeta Dante Alighieri: “Fatti non foste per vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza”. Ampi consensi al termine di una serata culturale che ha celebrato nel migliore dei modi il paese di San Martino di Venezze e la sua importante storia.

Fonte: La Voce di Rovigo

 

L’Associazione Libera-Mente vi aspetta Venerdì 11 novembre 2011 alle ore 21 presso l’atrio delle Scuole Medie di San Martino di Venezze per la serata “L’Evoluzione del nostro paese dal 1951 ai giorni nostri”.
L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale di San Martino e con l’Amministrazione Comunale in occasione della “Fiera di San Martino”.
L’intervento si baserà su una sintetica ricognizione delle dinamiche della popolazione e del tessuto economico comunale dal 1951 ad oggi. I relatori della serata sono il Dott. Paolo Bordin e il Prof. Antonio Volpe.
Ecco la scaletta della serata:
1 – Dall’alluvione al grande esodo (1951-1961)
2 – La seconda industrializzazione del Polesine (1961-1981)
3 – La grande crisi e la modernizzazione (1981 – 1991)
4 – La terziarizzazione incompiuta (1991 – 2001)
5 – La globalizzazione e la situazione attuale.

L’Associazione Libera-Mente e tutti gli organizzatori vi aspetta numerosi per una buona riuscita dell’evento.
L’ingresso è gratuito.

Municipio di San Martino di Venezze - Palazzo Mangilli su Piazza Aldo MoroL’esito delle urne e la conseguente vittoria di Vinicio Piasentini hanno dato un impronta ben definita nella composizione del consiglio comunale. Dei dodici consiglieri eletti, otto appartengono alla lista “Nuova Venezze Piasentini sindaco”; due per ciascuno sono di “Democrazia per San Martino” e “Per San Martino Bonato sindaco”. Sette sono “volti” nuovi: Anna Maria Barbierato, Daniele Barison, Ilenia Francescon, Luca Rosa, Enrico Contiero, Diego Novo e Cesarino Crivellari mentre, i restanti da tempo conoscono le sale di palazzo Mangilli. La più gettonata (in riferimento ai consensi personali) è stata Anna Maria Barbierato che ha ottenuto 103 preferenze, seguita a ruota dall’ex sindaco Roberto Merlin che ha raggiunto quota 102. Nel visionare attentamente le tre liste vi erano in lizza nomi che, in un recente passato, hanno vissuto in prima persona la situazione politica sanmartinese.
Nonostante la loro presenza non sono riuscite a dare quell’impulso alla propria lista restando così al palo. Nemmeno gli ex assessori Giorgio Barchi e Franco Bettinelli, inseriti nella lista di Piasentini, non sono riusciti nell’intento. Il primo ha ottenuto 29 consensi personali mentre, il secondo si è fermato a 10. Chi invece ha stupito è stato Ivo Contiero. Dai più dato come escluso di lusso, l’ex assessore ha raccolto, in tutte quattro le sezioni, i voti necessari per la sua riconferma. Da sottolineare che il suo ingresso a palazzo Mangilli risale al 1988 (sindaco Nettuno Orfaci) poi, in successione è stato riconfermato nei due mandati di Pierpaolo Barison. Nel 2001, sindaco Tiziano Bonato, è subentrato a Gilberto Zamarco. Il resto è tutta storia recente considerato che con Roberto Merlin ha ricoperto la carica di assessore. Conti alla mano, è da oltre ventanni che il buon Ivo Contiero occupa una poltrona a palazzo Mangilli.
Scherzosamente qualcuno gli ha fatto notare che, pur restando in carica ancora, non riceverà mai nessun vitalizio. Per quanto riguarda la poltrona di primo cittadino, Vinicio Piasentini è il decimo sindaco dall’avvento della Repubblica. Il primo è stato Giovanni Mingotti poi, in successione, Luigino Menarello, Rino Gherardo, Anerzio Bacco, Antonio Volpe, Nettuno Orfaci, Pierpaolo Barison, Tiziano Bonato e per ultimo Roberto Merlin.

Fonte: Il Gazzettino di Rovigo del 19.05.2011 – Graziano Barbierato

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