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La tradizionale sagra di San Rocco, questo anno è sospesa a causa della situazione di incertezza sanitaria creata dal virus ma non per questo le iniziative per animare il nostro paese si fermano.
Scendono in campo l’amministrazione comunale con l’Assessorato alla cultura e la Unità pastorale di San Martino e Beverare, coadiuvate dalla associazione culturale San Martino e dalla protezione civile e propongono diversi appuntamenti per porta rela gente in piazza, naturalmente sempre nel rispetto delle regole anticovid.
Questi gli appuntamenti:
• DOMENICA 9 AGOSTO 2020
ore 21 – Piazza Aldo Moro
Serata di bella e buona musica con il gruppo L’ISTRICE (sono solo canzonette)
10 AGOSTO 2020 dalle ore 21,00 presso Piazza Aldo Moro e Via Roma, appuntamento con ANGELI E DEMONI, spettacolo di strada e pirotecnica, in occasione della NOTTE DI SAN LORENZO.
Vi aspettiamo numerosi per una serata di luci e fuochi
• VENERDI’ 14 AGOSTO 2020
ore 21 – Chiesa di Beverare L’AFRICA NEL CUORE
Ricordando padre ALBANO PASSAROTTO, don TIZIANO CREPALDI, don ANTONIO DONA’ e altri amici missionari che hanno lavorato in Africa e in Brasile.
Sarà con noi padre FILIPPO IVARDI, direttore di NIGRIZIA, Verona con la partecipazione di ERNESTO DA SILVA, percussionista, GUINEA BISSAU.
• LUNEDI’ 17 AGOSTO 2020
ore 21 – Piazza Aldo Moro
Serata musicale con i MARMAJA e MICHELE MUD + qualche bella sorpresa
18 AGOSTO 2020
SPETTACOLARE VOLO FRENATO IN MONGOLFIERA presso Impianti sportivi del capoluogo
• SABATO 29 AGOSTO 2020 ore 21 – Piazza Aldo Moro
Serata con il gruppo THE TWISTERS WITH ALICE VIOLATO
31 AGOSTO 2020 ore 21 – Piazza Aldo Moro
SUMMER DREAMS THE COLOURS BUBBLE…MIMO & BOLLE DI SAPONE in Piazza Aldo Moro • DOMENICA 9 AGOSTO 2020
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fonte: civicovenezze

SAN MARTINO DI VENEZZE – Ampi consensi e pareri più che positivi. Sono queste le prime impressioni emerse dal numeroso pubblico, più di un centinaio, presente mercoledì sera nella palestra delle scuole medie di via De Gasperi, dopo l’interessante serata con il noto giornalista e inviato della Rai, Franco Di Mare. L’evento, organizzato dalla Provincia di Rovigo, dall’assessorato alla Cultura di San Martino di Venezze, dal Sistema bibliotecario provinciale, in collaborazione con la Fondazione Aida, il contributo della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo e il prezioso supporto dell’associazione culturale “San Martino” è stato introdotto dal sindaco Piasentini che ha fatto gli onori di casa, seguito dall’assessore alla cultura Ilenia Francescon e dall’assessore provinciale Laura Negri. Di Mare ha presentato il suo ultimo libro uscito nel febbraio di quest’anno ‘Non chiedere perchè’, introducendo la serata con alcuni ragionamenti che ha condiviso con la folta platea sulle numerose guerre sparse in tutto il mondo che l’hanno visto protagonista con numerosi servizi e reportages. Nella sua analisi, il giornalista Rai, ha fatto capire con proverbiale chiarezza, come l’essere umano possa trasformarsi in una bestia feroce, senza un briciolo di umanità, portando come esempio la tragica fine del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato dal boss mafioso Giovanni Brusca, per far capire come la mancanza di valori e di rispetto porti all’assenza di ogni principio di civiltà che innesca una reazione a catena, provocando la guerra.

Di Mare ha introdotto brevemente il suo ultimo libro, che racconta di un giornalista, Marco De Luca, arrivato a Sarajevo nel 1992 per raccontare e denunciare le inaudite barbarie, come quella del bombardamento sull’orfanotrofio. Qui il protagonista rimane colpito da una bimba bruna. E proprio quella bimba bruna lo spingerà ad inseguire, con un pizzico di follia un sogno irragionevole. ‘Non chiedere perchè’, un titolo tanto semplice ma per nulla scontato: “In amore non si chiede perché. Ci sono mille validi motivi, tutti importanti per amare e anche tante domande: come, dove, quando, chi, ma non perchè…se io amo, amo senza chiedermi perchè” spiega con semplicità. “Questo libro non racconta di un uomo che salva una bambina, ma di una bambina che salva un uomo e poi….. lascio a voi la lettura del libro” conclude con un sorriso e un pizzico di suspance Di Mare.

In merito alla sua esperienza di inviato in ex Jugoslavia, il giornalista napoletano ha raccontato di un episodio che lo ha colpito particolarmente, come il bombardamento della biblioteca di Sarajevo, in cui i giornalisti di tutto il mondo presenti in quel periodo nella città bosniaca, pensavano, ignaramente, si nascondesse sotto di essa qualche grosso deposito di munzioni. Ma la biblioteca non saltò in aria e tutti capirono, Di Mare compreso, che volevano colpire quei posti strategici per la comunicazione, “sparavano in quei luoghi dove viaggiavano le parole, come i libri, perchè nei libri è contenuta la verità”. “In tutti questi anni di guerre, quello che ho capito è che se noi parliamo, se noi dialoghiamo, ci confrontiamo, anche duramente semmai, ma ci si confronta con il dialogo, non ci saranno mai guerre”.

Spazio poi alle domande dal pubblico, a cui Di Mare si è concesso apertamente: “Non ci sono guerre giuste o ingiuste, tutte le guerre sono sbagliate. Il punto è, semmai, se è corretto intervenire, se non per poter migliorare la situazione di un paese”. “Ho perso 13 amici, colleghi giornalisti. Io non sono stato più bravo di loro, semplicemente più fortunato. E l’idea che la mia vita dipendesse dalla fortuna e non dalle mie capacità mi ha fatto smettere di essere inviato di guerra”. “Da 20 anni a questa parte, la tecnologia ha fatto passi da gigante. Oggi esiste il ‘citizen journalism’, ovvero il giornalismo fatto da voi cittadini, che con un semplice telefonino o i-phone, potete documentare un fatto che può essere trasmesso in tv. Quindi se un giornalista racconta frottole, può essere smentito, e questo al fine di garantire la verità”.

Una serata che ha portato una testimonianza vera, apprezzata dal numeroso pubblico, che ha potuto capire come al giorno d’oggi, affermare la verità sia quanto mai difficile.

Mercoledì 8 Giugno 2011 alle ore 21.00 presso la Palestra della Scuola Media Dante Alighieri a San Martino di Venezze  si terrà l’incontro con l’autore Franco Di Mare che presenta alla cittadinanza il suo ultimo libro “Non chiedermi perché”, edizione Rizzoli 2011.
Franco Di Mare, è giornalista e presentatore TV. Ha ricoperto il ruolo di giornalista dapprima per il TG2 e successivamente per il TG1. Nel corso degli  ultimi vent’anni è stato inviato di guerra ed ha seguito tutti i principali conflitti mondiali. E’ autore di servizi e documentari su mafia, criminalità organizzata nazionale e internazionale, attentati terroristici e ha realizzato reportage da aree colpite da calamità naturali oltre che aver intervistato eminenti personalità internazionali del mondo della politica e della cultura.
Come conduttore televisivo di RAIUNO ha presentato programmi come Unomattina Estate, Unomattina Week End, Unomattina e Sabato & Domenica. Dal 2005 ad oggi conduce, su RAIUNO,  spazi dove affronta news e approfondimenti all’interno di Unomattina.
Per l’intensa e qualificata attività professionale ha ricevuto numerosi premi anche se all’attività di giornalista e conduttore televisivo, Franco Di Mare affianca un forte impegno sociale e civile che lo ha portato a partecipare come testimonial dell’organizzazione umanitaria Smile Train e alla realizzazione di uno spettacolo teatrale AMIRA in cui racconta le esperienze di inviato in aree di crisi con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli orrori delle guerra.
Con questo suo primo romanzo “Non chiedermi perché” Franco Di Mare si è ispirato a vicende realmente accadute, questi episodi ruotano attorno ad un formidabile atto d’amore che, a dispetto delle bombe e della burocrazia, si è potuto compiere grazie all’aiuto provvidenziale di due donne e alla determinazione incrollabile di un uomo. Ed è diventato un romanzo che emoziona, commuove e rivela nello scrittore un uovo e sorprendente talento narrativo.
L’incontro con l’autore Franco  Di Mare è stato reso possibile grazie al contributo della Provincia di Rovigo, Assessorato alla Cultura, Comune di San Martino di Venezze, Fondazione AIDA e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

SAN MARTINO DI VENEZZE – Appuntamento con l’autore organizzato dal locale assessorato alla cultura, con l’insostituibile supporto della biblioteca comunale, l’appuntamento è per stasera alle 20,45. Il volume presentato è Sopravvivere a se stessi – Libertà dal cancro di Maria Pia Gallo e Massimo Tosini, marito e moglie, entrambi sociologi, ma prima ancora ambedue da anni operatori del Servizio sanitario nazionale nell’Azienda sanitaria locale 18 di Rovigo in qualità di tecnici radiologi.

Particolarmente curata la presentazione del libro curata dal dottor Matteo Santipolo, professore associato di didattica delle lingue moderne nell’università degli studi di Padova che evidenzia come gli autori, Gallo e Tosini, siano profondi conoscitori del sistema, quindi dei suoi punti di forza e di debolezza; a questa grande competenza e conoscenza “dall’interno” della struttura, dal 2008 hanno, loro malgrado, cominciato ad aggiungere una conoscenza “dall’esterno”, in qualità di fruitori del servizio, come conseguenza del fatto che a Tosini è stato diagnosticato un tumore.

E’ proprio grazie a questa visione “a tutto tondo” che il volume offre una prospettiva per molti aspetti innovativa su un tema difficile e complesso: la “riumanizzazione” e il conseguente miglioramento dei servizi erogati. Nel primo capitolo dal titolo “Un figlio del carosello”, Massimo Tosini traccia la propria autobiografia.

Nel secondo capitolo, “Il sistema socio-sanitario nell’era del digitale”, invece si fa una analisi strettamente sociologica, passando per una breve disamina storico e legislativa. Infine nel terzo ed ultimo capitolo, scritto da Maria Pia Gallo e dal titolo “La scoperta: 22 settembre 2008”, la prospettiva si sposta da chi vive il dramma sulla propria pelle e cerca però di “sfruttarlo”, come riesce a fare Tosini, a chi lo vive a stretta distanza e pur condividendone molte delle emozioni e degli stati d’animo, deve essere in grado di mantenere quella oggettività e quella freddezza, empatia fredda la chiama Santipolo che sole possono garantire il superamento anche dei momenti di maggiore difficoltà.

Gianmaria Visentin

Silvano Turcato e i rappresentati comunaliLa presentazione del libro “Si, è possibile” di Silvano Turcato, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Comunale di San Martino di Venezze, è stata una serata di certo coinvolgente dove erano palpabili molti sentimenti. Il ricordo delle proprie origini e la nostalgia della propria terra, il rivedere i vecchi amici, rimettere piede dopo ben cinquantadue anni nella sala parrocchiale di Beverare che ha ospitato l’evento, anche se oramai ristrutturata ed adeguata alle esigenze odierne, ha creato un forte impatto emotivo sull’autore.
Infatti Silvano Turcato è nato in quella che era chiamata Trona di Sotto, il 1° maggio 1947. Frequenta le elementari a Beverare. Inizia e frequenta le medie a S. Martino di Venezze fino ai primi di dicembre del ‘ 58, quando con la famiglia emigra a Marostica, nota località dell’ alto vicentino.
Ha introdotto la serata l’Assessore alla Cultura del Comune di San Martino di Venezze, Ivo Contiero, che ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale ed ha ringraziato i presenti, numerosi, per la loro presenza. Egli ha sottolineato lo spessore della pubblicazione intrisa di profonda cultura e di un forte sentimento religioso.
Ha presentato l’autore Daniele Cecchettin, il quale ha sottolineato di non avere una veste di rappresentanza istituzionale, ma ha accettato con profonda gioia l’invito poiché portare una serata di cultura nella propria comunità è sempre una occasione da elogiare e sostenere.
Egli ha sottolineato che il volume non è certo di semplice lettura. Non è un romanzo ma sono una serie di capitoli che conducono il lettore in riflessioni. Pertanto il testo deve essere letto con la dovuta calma e la necessaria attenzione.
È toccato quindi all’autore, il quale nella parte iniziale ha ripercorso la sua infanzia trascorsa nella oramai scomparsa “Trona di Sotto”. Un borgo nel quale si viveva aiutandosi reciprocamente e la solidarietà tra le famiglie era cosa concreta. In pochi minuti ha dipinto un quadro perfetto con tutte le sue sfumature di una realtà d’altri tempi.
È passato poi alla spiegazione del suo volume ove si è concentrato nella stesura di riflessioni che spaziano sugli interrogativi che l’ uomo da sempre si pone: chi sono?, da dove vengo?, dove sono diretto? Dio esiste? L’ obiettivo in questo agile volumetto é quello di mettere in moto l’ idea che non si deve dare mai niente di scontato, e che un minimo di sano, costruttivo dubbio debba sempre convivere con le nostre granitiche certezze.
Egli si sofferma volentieri anche su tematiche, all’apparenza meno impegnative, ma altrettanto utili a qualificare, se correttamente interpretate, il nostro impegno di ogni giorno.
Molto interessante la sua analisi sul mondo dei credenti e di coloro che “credono di no credere”. Ha cercato di offrire una panoramica sulla ragione e sulla fede, analizzate sia pure in maniera sintetica, nella speranza di essere stato sufficientemente comprensibile.
Anche molti spunti di riflessione sul mondo di oggi, sul bell’apparire a tutti i costi, sui giovani e su coloro che vogliono rimanerlo a tutti i costi: “Un conto é mettere in campo un minimo di sano orgoglio in modo da contenere il proprio invecchiamento nei limiti del decoro, altra cosa é cadere nella banalità e nel ridicolo “.
Una serata intensa di sentimenti e riflessioni, uno spunto per tutti i presenti per analizzare la propria esistenza e capirne lo spessore.

Fonte: Il Gazzettino di Rovigo del 11.11.2010 – Diego Novo

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