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Il quarto conto energia è un provvedimento che nasce come regolatore di incentivi riguardanti l’energia solare dalla metà del 2011 e fino alla fine del 2016.

Questo provvedimento, tra le varie questioni, ha rivolto una particolare attenzione ai piccoli impianti fotovoltaici con potenza sino ad 1MW.

Si devono considerare tali, tutti quegli impianti realizzati su edifici, nelle Pa, nonché impianti collocati a terra, che avendo una potenza non superiore a 200kW, cedono l’energia prodotta alla rete secondo lo schema contrattuale dello scambio sul posto.

Tale attenzione è motivata attraverso quelli che sono gli obiettivi del quarto conto energia, ovvero l’incentivazione per la realizzazione dei piccoli impianti, l’introduzione di incrementi premiali della tariffa e la prospettiva di un regime semplificato per quanto riguarda l’ammissione.

Dal 2013 tutti gli impianti collocati a terra, salvo per quelli che si collocano nella Pa, usciranno dalla cerchia dei piccoli impianti, perché per gli impianti che entreranno in esercizio da quella data, è prevista l’incompatibilità delle tariffe omnicomprensive col regime dello scambio sul posto.

Per i piccoli impianti che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre 2012 saranno incorporati al conto energia senza limiti di costo e riceveranno per 20 anni la tariffa prevista per il relativo scaglione di potenza, nel mese in cui entreranno in esercizio.

Per gli impianti che entreranno in esercizio dopo il 2013 invece, verranno applicate le riduzioni delle tariffe previste nel Dm 5 maggio 2011. I piccoli impianti sono maggiormente incentivati, tuttavia spesso non viene messo in luce che con il quarto conto energia sono stati effettuati importanti tagli agli incentivi rispetto al progetto energetico precedente.

  1° semestre 2° semestre
2013   9%
2014 13% 13%
2015 15% 15%
2016 30% 30%

La precedente tabella illustra la percentuale di riduzione degli incentivi dal 2013 al 2016. Oltre a questo, a suscitare parecchie polemiche è stata la scelta di incentivare maggiormente impianti con tecnologie innovative. Un opinione importante arriva direttamente dall’OCSE che ha svolto una importante analisi approfondita della situazione economica italiana. Secondo quest’ultima infatti bisognava abbandonare i meccanismi di incentivazione basati sulla tecnologia ed orientarsi a sistemi legati ai risultati ambientali.

Oltre a questo, il quarto conto energia tratta anche le richieste di ammissione. Diventa ora necessario che al momento della richiesta di ammissione al conto energia sia presente in allegato una dichiarazione da parte del Comune che attesta l’idoneità per la realizzazione dell’impianto.

Inoltre, ai fini della determinazione delle tariffe applicabili, se più impianti sono riconducibili ad un unico soggetto responsabile, verranno intesi come un unico impianto di potenza cumulativa, a patto che siano localizzati nella stessa particella catastale o su particelle adiacenti.

Per quanto riguarda i regimi premiali, i piccoli impianti godranno di una maggiorazione della tariffa che arriva al 30% se installati su edifici di nuova costruzione.

Incentivi alternativi sono previsti per impianti realizzati su comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti o se si realizza l’impianto in sostituzione di coperture di eternit.

Giulia Confroto

 

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