Header image

Si conclude l’esperienza di accoglienza di migranti presso le ex scuole di CA’ Dona’, gestita dalla Cooperativa Porto Alegre di Rovigo; di seguito l’informativa del sindaco:
“Informo che la Cooperativa PORTO ALEGRE di Rovigo, responsabile della gestione del CENTRO DI ACCOGLIENZA per MIGRANTI, sito in Cà Donà presso lo stabile delle ex scuole elementari, ci ha comunicato che dal giorno 17 febbraio 2021 il centro ha concluso l’attività di ospitalità. La Cooperativa restituirà, come comunicato con precedente nota, il fabbricato al Comune di San Martino di Venezze a far data dal giorno 1 marzo 2021.
Dal giorno 18 marzo 2017, il Centro ha accolto un numero complessivo di 38 persone, ripartite nel tempo (12 bambini neonati e sotto i 3 anni, 14 nuclei familiari, 12 ragazze madri e 6 donne senza figli di 9 nazionalità diverse di paesi dell’Africa sub-sahariana). Il Comune ha percepito regolarmente il canone di locazione annuale di Euro 13.845,00, per complessivi Euro 55.382,00, oltre alle spese per le utenze, sempre a carico della Cooperativa, e non sono state sopportate spese a carico del bilancio comunale.
Alcuni bambini avevano iniziato a frequentare la locale Scuola dell’infanzia, in un percorso di integrazione, e nell’ambito delle attività volte all’inserimento e alla integrazione degli ospiti, alcune ragazze del centro hanno partecipato alle attività di prima alfabetizzazione, tutoraggio di informatica, corsi di cucito, organizzati dalla Amministrazione Comunale per la comunità.
L’esperienza dell’ospitalità, a nostro avviso, è stata positiva e , contrariamente a quanto temuto, non ha procurato alcun disagio alla cittadinanza. Cogliamo l’occasione per ringraziare sentitamente tutte le persone che si sono prodigate ed hanno collaborato all’accoglienza di questi giovani, ed in particolare di queste donne, maggiormente provate dall’esperienza migratoria e dalle enormi violenze subite, e dei loro bambini. Tramite questa iniziativa siamo convinti di aver reso un fondamentale servizio, oltre che alle persone beneficiate, anche all’intera collettività nazionale, in un momento in cui, al di là delle legittime opinioni personali, era indispensabile contribuire alla soluzione di un grave problema e di una situazione di estrema emergenza.
Il Sindaco Vinicio Piasentini”

 

 

 

fonte: civicovenezze

Cari concittadini,
in questi giomi i Comuni sono stati chiamati dal Prefetto per partecipare ad una fase
importante  di dibattito, tuttora in corso, sul tema dell’accoglieoza  dei “migrant7”.
Voglio quindi spiegare al meglio l’attuale situazione e quali obbiettivi  si vogliono
raggiungere.
Già da oltre un anno anche  i  sindaci finora non coinvolti sono stati sollecitati  a
partecipare alla soluzione del grave problema della massiccia immigrazione aderendo
ad una nuova metodologia di accoglienza che prevede una maggiore diffusione su
tutto il territorio dei migranti e una più equa ripartizione dei flussi.
L’attuale sistema  di accoglienza sta raggiungendo livelli di criticità difficilmente
sostenibili ancora a lungo. Oggi in ltaha sono accolte quasi 160.000  persone
distribuite  in “soli” 2.600 comuni (di cui 10 comuni in provincia  di Rovigo), la
maggior parte nel cosiddetto “circuito straordinario”, gestito direttamente dai Prefetti
senza la preventiva  partecipazione  dei Sindaci, dando luogo a  concentrazionr
eccessive, soprattutto  su territori di Comuni di piccole dimensioni  (Bagnoli, Cona,
ecc.).  I  sindaci sono in questo modo scavalcati ed esautorati dalla decisione e la
Prefettura invia le persone nelle strutture messe a disposizione volontariamente da
soggetti privati (Frassinelle, Ficarolo,  Rovigo, Adria, ecc.).
In provincia di Rovigo, delle oltre 1.800  persone arrivate dall’inizio  dell’accoglienza,
attualmente  ne sono ospitate in tutto 688 ancora  in attesa di riconoscimento  dello
status di rifugiato. Purtroppo  l’eccessiva concentrazione di essi in pochi Comuni e la
previsione di ulteriori nuovi arrivi, visto il  perdurare  del fenomeno,  rischia di
provocare, come già accaduto, forti tensioni sui pochi territori coinvolti.
Da qui la proposta dell’accoglienza  diffusa formulata dall’ANCI (Associazione
Nazionale Comuni Italiani), a seguito  dell’accordo raggiunto con il  Ministero
dell’Interno, per l’avvio di un sistema di ripartizione  graduale e sostenibile  dei
richiedenti asilo. I1 nuovo piano stabilisce i criteri di distribuzione  dei migranti al fine
di coinvolgere  la maggior parte degli 8.000 Comuni italiani mediante  l’ospitalità  di
2,5  – 3 persone  ogni mille abitanti.
I1 Prefeuo di Rovigo, nel rispetto delle nuove linee operative, ha inviato una lettera a
tutti i Sindaci nel mese di ottobre, ribadendo  la richiesta, già formulata nel mese di
dicembre  2015, di collaborazione e reperimento nel territorio  di strutture private o
pubbliche idonee allo scopo.
Successivamente,  lunedì 7 novembre, i sindaci sono stati invitati dal Prefetto stesso a
partecipare  al Comitato per l’ordine e la sicurezz^ presso la sede provinciale  per
discutere,  ricercare soluzioni al problema e rinnovare  l’invito a tutti i Comuni.
In quella riunione il Prefetto e  i  Sindaci si sono confrontati  su tutte le complesse
questioni inerenti l’accoglienza e la distribuzione dei richiedenti asilo, facendo
emergere aon chiarczza  perplessità, dubbi, difficoltà, paure vere o  presunte
connaturate aI fenomeno della massiccia  immigrazione che  il  nostro Paese sta
affrontando.
La maggiore preoccupazione emersa consiste  sostanzialmente  nella possibilità che le
persone accolte  possano commettere reati contro le persone ed il patrimonio o creare
turbamento in qualche maniera alla quiete ed alla sicurezza  dei luoghi.
I1 Prefetto ed i  Responsabili  delle Forze dell’ordine presenti hanno ribadito  e
confermato  ancora una volta che in tutto il territorio della Provincia di Rovigo,
dall’inizio dell’ospitalità,  i  richiedenti asilo accolti non hanno commesso  nessun
reato.
Nel corso della discussione  ho ritenuto doveroso formulare  alcune riflessioni  che
scaturiscono  essenzialmente dai due presupposti fondamentali  sui quali si basa l’agire
di ogni persona chiamata a ricoprire incarichi pubblici. Il primo di natura etica ed il
secondo prettamente  raziofiale e basato sul rispetto della legge.
Ognuno è libero di esprimere  il  proprio pensiero relativamente alle cause delle
migrazioni,  alle soluzioni più o meno efficaci messe in atto dai governi e dalla
Comunità internazionale  per provare a risolvere  il  problema, ai disagi e  alle
inevitabili gravi conseguenze che questo nuovo grande  esodo sta provocando, ma
credo e spero nessuno  intimamente creda che le persone che lasciano  i loro paesi
d’origine, muoiono in mare, affrontano infinite diffrcoltà ed umiliazioni nella
speranza di una vita migliore non meritino la nostra umana comprensione  ed il nostro
aiuto.
Se riusciamo  ad alleviare  la sofferenza  di qualche  nostro simile ritengo  abbiamo fatto
esclusivamente  il nostro dovere  di appartenenti  al genere umano.
Noi Amministratori, soprattutto dei piccoli Comuni, quotidianamente siamo chiamati
ad affrontare queste incessanti e faticose sfide, sia pur con  i  pochissimi mezzi
ftnanziari di cui disponiamo. L’abbiamo  sempre fatto e continueremo a farlo per tante
persone, nel giusto silenzio e senza bisogno di riconoscenza.  Oggi siamo anche
invitati ad aiutare, con il supporto  frnanziario datoci dalle istituzionilcE,  persone che
arrivano da paesi lontani e spesso sconosciuti ma che riteniamo  abbiano la stessa
dignità e meritino 1o stesso rispetto che portiamo  ai nostri concittadini meno fortunati.
Ma l’agire di un Amministratore non può basarsi esclusivamente  sui propri
convincimenti  e deve essere  altrettanto attento alle conseguenze che ogni decisione
presa può generare sul proprio territorio.  Da qui la necessità  di assumere  informazioni
attendibili e verificabili, confrontarsi, approfondire le criticità e studiare le soluzioni
piu efficaci e concretamente  realizzablli.
Di fronte all’appello dei sindaci già pesantemente coinvolti nell’accoglienza, alle
Istituzioni  che chiedono collaborazione  e sono disposte a sottoscrivere  accordi seri
nel rispetto dei principi di  sostenibilità,  equa distribuzione e giusto ritorno
economico, alle rassicurazioni  ricevute in merito alla sicurezza dei aittadini e agli
aspetti igienico sanitari  e  organizzativi, mi sono sentito in dovere di dare la
disponibilità del Comune  che sono onorato di rappresentare  all’ospitalità di un
numero di richiedenti asilo proporzionato alle nostra popolazione in base al piano
ANCI, alla nostra disponibilità  di locali e alla nostra capacità di accoglienza ed
integrazione. Confortato inoltre dal fatto che tale disponibilità  offerta ci preserverà  in
futuro da ulteriori iniziative private e non controllabili.
Ho quindi proposto le ex scuole elementari di Via Cà Donà, che a seguito della
cessazione delle attività del Centro Anziani saranno parzialmente libere dal mese di
gennaio.
Solo dopo i necessari approfondimenti  tecnici ed igienico sanitari saremo in grado di
stabilire le reali capacità ricettive, che a nostro awiso possono indicativamente
aggirarsi attorno alle  I  0 ll5 unità (che sarà la ricettività  massima del nostro  paese).
La Prefettura, attraverso la Cooperativa  che sarà individuata quale gestore,  garantirà
al Comune il pagamento delle utenze (riscaldamento, acqua, luce) e del canone di
locazione dei locali. Risorse  che andranno ad incrementare  gli stanziamenti  Comunali
per l’assistenza  sociale. Nel caso in cui fosse necessario  f inserimento  di personale
specializzato,  lo stesso sarà prioritariamente  ricercato nel nostro Comune.
Le persone accolte, come avviene già in altri Comuni,  previa assicurazione  contro gli
infortuni ed addestramento antinfortunistico,  potranno inoltre essere  impegnate in
attività non retribuite a benef,rcio  della nostra comunità.
Finalmente vi è la grande opportunità di poter gestire e non “subire” il  fenomeno
dell’accoglienza.  L’auspicio è che  i Comuni del Polesine,  superando le inevitabili
resistenze,  vogliano  e sappiano  intelligentemente collaborare alla soluztone dt un
problema  verso cui non si può restare silenti nella speranza  che se ne facciano
collaborare aLIa soluzione di intelligentemente
esclusivamente  carico altri.
In ogni caso, se nella nuova riunione convocata per il giorno 17 novembre  2016 altri
Comuni non si  candidassero all’ospitalità, rifiutando di  fatto il  modello
dell’acco  glienza diffusa, il  Prefetto continuerà  a gestire autonomamente  la
collocazione dei richiedenti nei Comuni in base alle disponibilità  di alloggi proposte
dai privati, senza possibilità per i  sindaci di poter partecipare attivamente e
controllare la gestione dell’accoglienza nel proprio Comune  a tutela dei propri
cittadini.
Come sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento  e disponibile ad un costruttivo
e serio confronto,  porgo i miei più cordiali saluti.
IL SINDACO: VINICIO PIASENTINI

fonte:civicovenezze

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: