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Il Polesine, coinvolto nell’ennesima inchiesta su reati ambientali. La Procura distrettuale antimafia di Venezia  avrebbe, secondo l’impostazione accusatoria, individuato un gruppo imprenditoriale uso smaltire rifiuti, anche speciali, semplicemente spacciandoli per conglomerato cementizio, col quale venivano poi realizzate strade, soprattutto interpoderali.

Il tutto, sempre quelle che, allo stato, vanno considerate ipotesi, per risparmiare su quelli che, altrimenti, sarebbero stati i costi di smaltimento del rifiuto. Una maniera di agire che sarebbe proseguita dal 2013 al 2016, sempre con quantitativi non banali: poco meno di 200mila tonnellate nel 2013, oltre 230mila nel 2014, oltre 260mila nel 2015, 25mila nel 2016. Il materiale per la costruzione di strade avrebbe, inoltre, secondo le contestazioni, presentato il superamento della concentrazioni limite previsto dalla normativa di riferimento per quanto concerne i valori di rame, piombo, nichel, cromo.

In tutto oltre un centinaio i Comuni nei quali questi materiali sarebbero stati smaltiti irregolarmente. Interessate le Regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia. Ben 21 i Comuni del Polesine che figurano nell’elenco di parti offese individuato dalla Procura lagunare. Non a caso, anche la Provincia di Rovigo viene individuata come parte offesa. Ecco l’elenco completo dei Comuni polesani che, secondo queste ipotesi investigative, sarebbero stati oggetti di smaltimenti non a norma: Arquà Polesine, Badia Polesine, Bergantino, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Gaiba, Giacciano con Baruchella, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, San Martino di Venezze, Stienta, Trecenta, Villadose

Tre le persone sotto inchiesta, tutte del Veronese. Si tratta, rispettivamente, di un imprenditore, di un procacciatore d’affari e di un proprietario terriero, che avrebbe messo a disposizione parte dei propri appezzamenti. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 marzo, di fronte al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Venezia. Sarà la sede appropriata per vedere se, davvero, i nostri amministratori avranno, di fronte all’ennesimo eco scandalo che, a quanto emerge dalle accuse, pare profilarsi all’orizzonte per il Polesine, intenzione di costituirsi parte civile, affiancando l’accusa.

 

 

fonte: rovigo in diretta

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