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Oltre un migliaio per i festeggiamenti dell’ex cappellano di San Martino
Ospiti Ivana Monti, Travaglio, Caselli, Dalla Chiesa e don Ciotti

SAN MARTINO DI VENEZZE – Un inno alla libertà, un invito all’impegno civile, un richiamo alla responsabilità  verso il Paese: questo il ‘refrain’ dell’incontro tenutosi ieri sera a San Martino di Venezze in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni di sacerdozio di don Giuliano Zattarin, tornato dal Brasile dove è in missione da sei anni.
Accolto da un migliaio di persone, dopo la messa celebrata dall’amico don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera” e del “Gruppo Abele”, ha partecipato al dibattito sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia assieme all’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli, al giornalista Marco Travaglio e al senatore Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto assassinato dalla criminalità organizzata nel 1982. Un quartetto di testimoni della legalità che ha espresso gratitudine “obrigado” (grazie in portoghese, lingua parlata nel suo amato Brasile) e sostegno nei confronti dell’ex cappellano di San Martino, esempio di come è possibile “saldare la terra con il cielo” dimostrando “coraggio nella denuncia dell’ingiustizia”, per citare Don Ciotti.
La serata, organizzata dal gruppo “Teatro 99” di Pezzoli in collaborazione con il movimento culturale sanmartinese “Libera-Mente”, l’associazione culturale “San Martino” e il comune rivierasco, è iniziata col saluto del Sindaco Piasentini , che ha richiamato la responsabilità dello Stato nei confronti dei piccoli Comuni “sofferenti” e in piena difficoltà. Ha ricordato come il Polesine, terra emarginata e di confine, sia sempre riuscita a risorgere in nome di un’Italia alla quale è fiera di appartenere.
Oggi l’orgoglio patriottico è offuscato da una grave crisi politica e culturale, oltre che etica. Il Risorgimento rievocato  dall’attrice Ivana Monti, che ha introdotto il pubblico al dibattito recitando poesie di Carlo Porta, Fusinato e Gioacchino Belli, sembra più che mai lontano. È una storia gloriosa fatta di uomini di Stato incorruttibili, pronti a rifiutare il dono di una tinca, solo perché pescata in acque demaniali e quindi bene di tutti, o pronti a vendere l’azienda per evitare conflitti di interesse, come ha raccontato Travaglio riferendosi al ministro Cavour e al successore Sonnino.
All’epoca era la ragione di Stato a temere il potere di quella cultura senza la quale non esiste la libertà e che rifiuta  il “peccato” di un sapere acritico e superficiale.
È una storia di luci e ombre, di corsi e ricorsi, di reati che hanno radici lontane. Per prima la piaga della connivenza tra politica e magistratura nata con l’Italia liberale, come tracciato dal magistrato Caselli che richiama le istituzioni a seguire la “strada della Costituzione”, unico strumento di tutela della democrazia.
Come allora, il motto di indignazione deve però partire dal basso, dalla strada, dalla gente per bene, dai giovani che costruiranno il domani.
Da qui l’invito a reagire nei confronti delle ingiustizie: il coraggio è passione per l’etica, la responsabilità è impegno contro la sopraffazione. La Chiesa è garante dell’insegnamento del Vangelo, dell’abolizione dei rapporti con la mafia, della “difficile e affascinante scelta cristiana” come testimonia Don Giuliano.
Perché le cose si possono e si devono cambiare, con la rabbia contro quel che c’è e la speranza di quel che ci sarà.
Lo dimostra l’associazione Libera vendendo i prodotti dei terreni confiscati alla mafia e unendo giovani volontari del Sud per sopprimere diseguaglianze indignitose.
Lo dimostra Don Giuliano, “piedi saldi a terra e ali per volare”,  ringraziando gli amici che lo aiutano a tenere gli occhi aperti, mai stanco di immergersi nell’umanità in cui crede e che dà senso alla sua vita.
Con l’eterna voglia di andare e la tentazione di restare.

Fonte: La Voce di Rovigo

Lino Fabbian con l'Assessore Anna Maria BarbieratoSAN MARTINO DI VENEZZE – La mostra campionaria del Medio Polesine ha toccato la quota delle 23 edizioni. Sabato scorso, a partire dalle 19.30, si è svolta l’inaugurazione ufficiale della mostra dedicata al commercio e all’artigianato nella palestra polivalente di via Marconi, all’interno della 28esima Sagra di San Rocco, organizzata dall’associazione culturale ‘San Martino’, in collaborazione con l’amministrazione comunale e il patrocinio della Provincia di Rovigo e la Regione Veneto. All’appuntamento erano presenti l’assessore alle politiche sociali Annamaria Barbierato, il presidente dell’associazione culturale ‘San Martino’, Lino Fabbian, il presidente della locale sezione Avis-Aido, Monica Destro, oltre ad altri operatori del settore. Taglio del nastro da parte del vicesindaco Barbierato, che ha aperto ufficialmente la 23esima mostra campionaria, all’interno della palestra, in cui quest’anno hanno trovato i quadri del pittore Billy Malaman, lo stand della ditta Acqua
purissima, specializzata nella depurazione delle acque domestiche, la sezione Avis-Aido di San Martino, l’associazione degli amici degli animali di Maurizio Bauce, il Servizio forestale di Porto Viro e una mostra dedicata a Giuseppe Garibaldi, in memoria del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Evento, la mostra campionaria, che si ripete regolarmente ogni anno, da 23 edizioni, all’interno della Sagra di San Rocco, segno di vicinanza e valorizzazione verso le realtà del territorio sanmartinese e polesano, da parte dell’associzione culturale guidata da Lino Fabbian.

Fonte: La Voce di Rovigo

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