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Si è tenuta nella Chiesa di Papozze la cerimonia funebre per l’Arciprete Don Dino Berti, giovedì 16 dicembre, insieme al lutto cittadino proclamato dal Comune di Papozze.
Presente il clero della diocesi di Rovigo con il Vescovo Lucio Soravito De Franceschi che ha tenuto la messa. Ad aprire la cerimonia Don Antonio: “Siamo tutti riuniti per dare il nostro saluto a Don Dino, con cui ho avuto una vera amicizia, approfondita in questi ultimi mesi della sua malattia. La comunità di Papozze ha dato in questi giorni una vera dimostrazione di affetto nei confronti del loro parroco, adoperandosi con le pulizie e la preparazione della cerimonia funebre. Anche l’Amministrazione Comunale ha dato il suo contributo sistemando l’esterno della Chiesa.”
Il Vescovo dopo essersi unito alle parole di Don Antonio ha proceduto alla celebrazione della cerimonia  funebre intervenendo personalmente durante l’omelia in ricordo di Don Dino: “Don Dino ci ha lasciati a pochi giorni dal suo settantesimo compleanno. Le sue soste all’ospedale di Rovigo sono state le stazioni della via che l’hanno portato alla morte. Negli ultimi mesi ha lasciato Papozze trasferendosi nella Casa del Clero di Rovigo e poi nella Casa di Cura di Rovigo. A Grignano scopre la sua vocazione e nel 1966 diventa sacerdote. Nove i suoi trasferimenti, nove comunità in cui lui ha sempre lasciato un segno visibile dovuto alla sua fede e al suo amore per il prossimo. Dal 2000 si insedia a Beverare, fa un’azione pastorale per i giovani costituendo la sala comunità ma nel 2007 la decisione è quella di trasferirlo qui a Papozze e Don Dino accetta con obbedienza l’incarico come ha sempre fatto in quarantaquattro anni di sacerdozio. Ad Agosto però arriva il verdetto dei medici ed è subito la maratona di preghiera da parte del clero di Rovigo. Anche a Papozze il giorno del patrono San Bartolomeo si susseguono per l’intera notte le preghiere dei suoi parrocchiani ma il Signore aveva già scelto per Don Dino, prete entusiasta della sua vita di sacerdozio. Nel testamento spirituale che lui stesso scrive l’8 Settembre ringrazia il Signore per avergli dato la fede e il credo da trasmettere al suo popolo. Chiede perdono a tutti e annuncia il suo desiderio di congiungersi al padre.”
La preghiera liturgica dei fedeli è stata poi letta dai parrocchiani di Papozze, elaborata per questa occasione anche dai più giovani del paese e dal gruppo rinnovamento di Adria.
Alla fine della celebrazione del funerale il commovente saluto da parte di tutta la comunità di Papozze esce dalla voce emozionata di Francesca Rosa, corista e catechista: “Don Dino ci rimarranno sempre nel cuore le tue parole di speranza, la tua risata e il tuo essere amico e padre nello stesso tempo. Brontolavi spesso la Domenica quando non erano troppo numerosi per festeggiare il Signore insieme ma ci hai fatto così riscoprire la gioia nella preghiera e l’amore, soprattutto verso Maria. Ciao Don Dino, prega per noi da lassù”
Il primo cittadino di Papozze, Diego Guolo, ha voluto poi portare il suo saluto: “Ringrazio il Vescovo per darci la possibilità di salutare personalmente il nostro parroco e mi unisco al dolore della famiglia di Don Dino per il suo lutto. Ti porto il saluto da parte dell’Amministrazione Comunale, Don Dino, ricordo ancora quando sei arrivato a Papozze da Beverare, sei entrato nella nostra comunità subito con un sorriso pur essendo consapevole di entrare in una nuova realtà dopo sette anni di sacerdozio nello stesso paese. Don Dino è stato fondamentale in questi tre anni, si è prodigato per la ristrutturazione della nostra Chiesa e lo ringrazio per questo.”
Il sindaco di San Martino di Venezze ha poi chiuso i saluti: “Ti ricorderemo sempre Don Dino per la tua esuberanza, dinamicità e testardaggine. Con la tua bici hai esplorato tutto il nostro territorio portando la preghiera in ogni casa e parole di sostegno per anziani e malati. Ti ricordiamo per aver creato un luogo di incontro e sport per i giovani e per la ristrutturazione della nostra Chiesa, portata a termine in pochi anni. Ti vogliamo salutare con il tuo saluto: Gloria al Signore”

Fonte: La Voce di Rovigo del 17.12.2010 – Giorgia Zerbinati

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