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Vinicio Piasentini Candidato Sindaco per Nuova Veneze a San Martino di VenezzeNel Consiglio Comunale del 30 novembre la nostra Amministrazione ha preso importanti decisioni tra le quali anche l’innalzamento dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF dallo 0,5% allo 0,8%. Ho già avuto modo di spiegare che la decisione “dolorosa” che abbiamo dovuto prendere è conseguenza della necessità di dover garantire anche per il prossimo esercizio finanziario i necessari equilibri di bilancio. Non ci siamo inventati noi i tagli ai trasferimenti che, se verranno confermate le notizie di questi giorni in riferimento alla nuova manovra “Monti”, si ripeteranno anche il prossimo anno e gli anni a venire, perché anche i Comuni sotto i 5000 abitanti saranno chiamati a dare il loro contributo al risanamento finanziario ed al salvataggio della nostra nazione. Altre situazioni contingenti, riguardanti in particolare il nostro ente quali: la riduzione previsionale degli introiti derivanti dagli accertamenti  ICI delle annualità precedenti o il venir meno delle entrate derivanti dallo sfruttamento del biogas prodotto dalla discarica, per l’avvenuto spegnimento dei cogeneratori su iniziativa unilaterale ed ingiustificata di Gea S.r.l., ci hanno, purtroppo, indotto a varare il provvedimento per poter impostare con la dovuta precisione e correttezza il bilancio del nuovo anno.
Contrariamente a quanto affermato dai consiglieri Barison e Beggiao, però, l’aumento delle imposte va proprio nella direzione del mantenimento di un buon livello di servizi alla persona, alle famiglie, alle persone in difficoltà. Senza le necessarie entrate i due consiglieri mi devono spiegare come farebbero a sostenere le spese conseguenti.
Non serve essere “perfetti contabili” per capire questi concetti elementari; al contrario è sufficiente essere dei bravi amministratori della cosa pubblica e saper far fronte alle necessità con i mezzi giuridici ed economici che il sistema mette a disposizione senza abbandonarsi a rischiose fantasie ed improvvide avventure.
Abbiamo spiegato in Consiglio che è nostra intenzione addirittura aumentare i servizi alla persona e la qualità della vita della nostra comunità: doposcuola per i ragazzi, punto prelievi, nidi famiglia, oltreché, naturalmente abbellire la nostra città attraverso il rifacimento di Piazza Aldo Moro unanimemente considerata dai nostri concittadini una “bruttura”, ma, evidentemente distratti da altre preoccupazioni i due consiglieri non hanno dato ascolto alle nostre parole ed hanno preferito la strada del volantinaggio pretestuoso ed inconcludente al confronto serio e collaborativo.
Non chiedo a Barison di spiegare il senso delle sue affermazioni quando chiede alla mia Amministrazione “quali politiche sta adottando nel mondo scolastico” e “quale sviluppo si vuole garantire per arrivare a standard qualitativi importanti delle nostre scuole e dei loro studenti”, perché già da come sono formulate le domande si capisce quanto poco l’ex sindaco conosca e padroneggi le problematiche della scuola.
Non può certamente il nostro piccolo Comune risolvere i gravi problemi che la riforma scolastica ha creato e creerà in futuro (riduzione degli organici, delle ore di insegnamento e di conseguenza dell’offerta formativa), noi ci limitiamo a supportare e sostenere la scuola con tutte le nostre energie attraverso un costante ed oneroso impegno per il mantenimento di un elevato standard di servizi (trasporti, mense, biblioteca, contributi economici, manutenzioni, spese di gestione, iniziative culturali).
Se Barison, che è stato sindaco per nove anni, avesse maggiore dimestichezza con i bilanci del Comune avrebbe sicuramente verificato che non ci sono stati assolutamente tagli né alla scuola, né tanto meno alle iniziative nel sociale. Ho avuto modo di ripetere più volte che addirittura 5000 euro dell’avanzo di amministrazione del 2010 sono andati ad aumentare i capitoli dell’assistenza sociale, ma evidentemente anche in questo caso non sono stato capito.
Continuando poi ad insistere che la crescita del nostro paese dovrebbe passare dallo sblocco della zona artigianale e dal recupero dei capannoni nel sito della ex discarica i due consiglieri non fanno altro che alimentare inutili polemiche. Sa benissimo Barison che i terreni di proprietà della società Attiva S.p.a. (ex Cosecon) non sono al momento disponibili per le note difficoltà finanziarie in cui versa la stessa società e che ben difficilmente possono risolversi in questo particolare momento congiunturale. I diritti che il nostro comune vanta sulla base della convenzione in essere saranno puntualmente esercitati se Attiva non inizierà nei termini stabiliti le opere di urbanizzazione. Ma questo è tutto quello che è nelle nostre facoltà. Inutile e pretestuoso è poi il continuo riferimento al riutilizzo dei beni della ex discarica. Barison sa bene, e se non lo sa lo sollecito ad approfondire meglio l’argomento per evitare di continuare a fare discorsi privi di senso, che la Società San Martino Green in liquidazione, è detenuta al 51%, anche per sua colpevole decisione,  da Gea S.r.l., la quale non è intenzionata a riconoscere la proprietà del capannone e delle aree in capo al nostro Comune, né tanto meno ad accettare soluzioni per l’uso del sito e per la gestione della fase di post chiusura della discarica da parte del Comune di San Martino di Venezze.
Per concludere, mi preme sottolineare la scorrettezza e la sconclusionata affermazione di Barison e Beggiao circa l’aumento dello stipendio che io mi sarei fatto.
L’indennità del Sindaco, ho già spiegato in consiglio, ma Barison dovrebbe saperlo vista la lunga esperienza, è prevista per legge, e il sindaco non la può assolutamente aumentare, ed è differenziata in base al numero di abitanti del Comune. Poi, nel caso di lavoratori dipendenti che continuano nella loro attività, come avveniva per l’ex sindaco Merlin,  tale indennità è ridotta alla metà, nel caso di liberi professionisti, come io sono, l’indennità è piena. L’affermazione dei due consiglieri è pertanto destituita di qualsiasi fondamento e gravemente offensiva nei confronti del sottoscritto. Oltretutto, la nostra Giunta ha deciso con uno dei primi provvedimenti adottati  la riduzione delle indennità del sindaco e degli assessori nella misura del 10% destinando tali risparmi proprio al settore dell’assistenza sociale.
Sulla riduzione dei costi della politica Barison, anziché avventurarsi in offese gratuite, farebbe bene a riferire ai cittadini di San Martino, ma non solo, qual è l’attività e l’utilità dell’ex Acquedotto Consorziale di Rovigo, in liquidazione dal lontano mese di giugno del 2001, nel quale ricopre ininterrottamente da allora la carica
di liquidatore percependo un compenso di circa 23.000 euro all’anno.
Fonte: La Voce di Rovigo
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