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Un ‘ciosòto’ sbarcato a San Martino

Articolo del 15.12.2012 - Scritto da civicovenezze in Sport
Paolo Dal Gesso vuole contribuire alla salvezza dei sanmartinesi: “Qui mi trovo benissimo”
Dall’esordio a 18 anni col Chioggia, alla promozione in Eccellenza, passando per Loreo, Arzergrande e Mellaredo
SAN MARTINO DI VENEZZE – Fa un po’ effetto vedere una squadra neopromossa (ripescata) in Seconda categoria che fino allo scorso anno militava in Terza, trovarsi attualmente nella zona di medio-alta classifica, al quinto posto alle spalle di pretendenti alla promozione in Prima come Badia Polesine, Fulgor Crespino, Villanovese e Vis Lendinara. Stiamo parlando dell’Union San Martino di mister Pigato che in 12 gare giocate ha raccolto sei vittorie, due pareggi e quattro sconfitte, mettendo a segno 18 gol e subendone 19. E dei 18 centri realizzati, 6 portano la firma di Paolo Dal Gesso, classe ’78 originario di Chioggia che quest’anno ha calato l’àncora proprio a San Martino.

Paolo, dopo il tuo lungo ‘navigare’ tra Promozione, Prima e Seconda categoria dal veneziano al padovano fino in bassopolesine, come mai hai scelto il ‘porto’ di San Martino di Venezze?
“Quest’estate ho avuto diversi contatti con varie squadre, una delle quali il Bagnoli, ma non ho trovato un accordo e così si è prospettata questa possibilità al di là dell’Adige, a San Martino. Qui conoscevo già mister Pigato dai tempi della San Vigilio e ho sentito parlare molto bene dell’ambiente, così come sempre, mi sono messo in gioco per affrontare questa nuova avventura”.
A quasi 35 anni non hai ancora perso la voglia di rincorrere un pallone. Raccontaci un po’ la tua storia calcistica…

“E’ vero, a quasi 35 anni ho ancora voglia di giocare a calcio, facendo sacrifici, macinando chilometri e chilometri, non mancando mai ad un allenamento (Chioggia-San Martino sono oltre 40 km, ndr). Ho ancora l’entusiasmo di un ragazzino!”. Il bomber clodiense prosegue: “Ho esordito in prima squadra con la maglia granata dell’Union Chioggia Sottomarina a 18 anni, vincendo al primo anno il campionato di Promozione e la Coppa Italia dilettanti. L’anno dopo fui riconfermato in Eccellenza, ma ad inizio campionato un brutto incidente stradale con lo scooter mi fece perdere il ‘treno calcistico’ che passava per me in quel momento e rischiai quasi la vita. L’anno successivo ricominciai dalla Seconda categoria e fino ad oggi ho sempre fatto un sali-scendi tra Prima e Seconda, segnando molti gol e vincendo altri tre campionati con Loreo, Arzergrande e Mellaredo ed una Coppa Veneto con il Loreo. Dopo l’Union Chioggia Sottomarina ho vestito le maglie di Rosolina, Pellestrina, Sottomarina Lido, Loreo, Candiana,  Pontecorr, San Vigilio, Pionca, Salese, Mira, Arzergrande, Legnarese e Mellaredo”.
Hai giocato in piazze importanti,  una fra tutte la ‘tua’ Chioggia. Qual è stata l’esperienza che ricordi con più soddisfazione?

“Nella mia testa ho tantissimi bei ricordi: Chioggia mi ha insegnato a giocare a calcio e a vincere. A Loreo vincemmo praticamente tutto. Ad Arzergrande con una squadra di chioggiotti nata per salvarsi abbiamo vinto il campionato al fotofinish. A Mellaredo abbiamo ottenuto una promozione storica e impensabile. Il ricordo più bello è la finale di Coppa Veneto con il Loreo vinta 1-0 a Mirano e decisa da un mio gol: esultando con gli ultras mi lacerai le mani contro la rete e fino al fischio finale giocai con le ‘stigmate’ ”.
Di squadre, tifoserie, allenatori e presidenti ne hai incontrati tanti. Come ti trovi a San Martino alla corte di patron Sattin e sotto la guida di mister Pigato?

“Ho girato tantissimo ed ho conosciuto una miriade di persone con cui ancora oggi ho contatti. Ho avuto allenatori importanti come Franco Cerilli (Legnarese) e Gimmi Rossetti (Chioggia) che mi hanno dato carisma e determinazione. Anche Alessio Pizzinato (Arzergrande) e Walter Pepato (Candiana) sono riusciti a darmi quella marcia in più”. In merito alla sua attuale squadra Paolo sottolinea: “A San Martino sto benissimo. La scorsa settimana ho rifiutato un’offerta in Prima categoria perché sto bene e non mi muovo da qui. Il presidente Sattin è il simbolo dell’umiltà. E quest’umiltà la trasmette a tutta la società. Durante la partita si trasforma e le sue ‘sfuriate’ da primo tifoso sono uniche. Pure il mister è una persona spettacolare e soprattutto molto preparato calcisticamente e psicologicamente. Sa trasmettere alla squadra grandi cose. E’ molto ben voluto e stimato da tutti”.
Nonostante il San Martino sia una matricola della Seconda categoria, oltretutto ripescata, si sta comportando abbastanza bene sin qui. Qual è l’ingrediente che caratterizza questa squadra?

“L’aspetto fondamentale del San Martino è l’umiltà e la forza del gruppo che trasformano questa squadra nei momenti difficili, vedasi le ‘remuntade’ di quest’anno (Pettorazza, Vittoriosa, Crespino e Canaro, ndr). Non ci sono singoli, ma siamo tutti a bordo di un’unica barca e mister Pigato la sta guidando perfettamente”.
Attualmente sei il cannoniere della squadra con 6 reti delle 18 realizzate. Punti a un obiettivo in particolare? Le 17 reti come con l’Arzergrande possono essere raggiunte?

“Non punto ad un obbiettivo personale, ma a dare maggior supporto possibile alla squadra, poi più gol faccio meglio è. I 17 gol di Arzergrande sono un bel ricordo, non tanto per il numero e per la vittoria della classifica marcatori, ma perché sono serviti a vincere il campionato”.
Come valuti questo girone di Seconda categoria? Quali squadre, di quelle incontrate finora, ti hanno impressionato di più?

“E’ un girone più impegnativo rispetto a quelli padovani e veneziani. Secondo me la squadra più tosta e completa è il Crespino. Pure Badia e Villanovese sono ottime compagini. Sarà una bella lotta”.
Nello spogliatoio sanmartinese tutti sanno della tua fede milanista. Qual è stato l’attaccante al quale hai cercato di ispirarti?

“Sì, sono un grande milanista. Il mio idolo fin da bambino è sempre stato Marco Van Basten, sia come calciatore che come persona”.
Sei scaramantico? Hai qualche “rito” prima di entrare in campo o quando segni?

“Come tutti i calciatori ho le mie piccole scaramanzie: indosso ogni domenica le stesse magliette sotto la divisa e prima di entrare in campo accarezzo gli angeli tatuati sul mio polpaccio”.
Dove potrà arrivare questo San Martino?

“Il San Martino deve solo raggiungere il suo obbiettivo: la salvezza. Quello che verrà in più sarà tutto di guadagnato”.
E chissà che mister Pigato e i suoi ragazzi non riescano a centrare quest’obiettivo stagionale, magari anche con l’aiuto dei gol di Paolo Dal Gesso, un ‘ciosòto’ sbarcato a San Martino.

Fonte: La Voce di Rovigo

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